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TARANTO, RIMONTA DI CARATTERE: 3-1 ALL’APICE E SEMIFINALE D’ANDATA IN ARCHIVIO

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Taranto-Apice 3-1

Il Taranto inciampa, si rialza, poi corre. E alla fine travolge l’Apice con una ripresa che profuma di maturità, orgoglio e fame. Una di quelle giornate in cui la squadra di Danucci sembra ricordare a tutti chi è davvero. Allo stadio Italia di Massafra l’avvio è da brivido: dopo dodici minuti Pesce calcia senza convinzione, il pallone bacia il palo e si infila alle spalle di Mastrangelo. Un gol beffardo, quasi surreale, che gela l’ambiente e costringe i rossoblù a una salita ripida.
Per oltre mezz’ora il Taranto fatica, sbatte contro l’aggressività dell’Apice, non trova linee di passaggio né ritmo. Poi, lentamente, qualcosa cambia. Incerti accende la miccia, Loiodice sfiora il pari, e al 42’ arriva l’episodio che ribalta l’inerzia: Colarusso intercetta con il braccio un cross di Nicolino. Rigore. Dal dischetto Loiodice è una sentenza: 1-1. Il Taranto respira, lo stadio si scuote. E poco dopo Losavio segna anche il possibile sorpasso, ma la bandierina del guardalinee spegne l’esultanza.
La ripresa è un’altra storia. Un altro Taranto. Ritmo più alto, idee più chiare, gambe più leggere. Al 67’ Derosa inventa, Losavio calcia, Fusco respinge, Aguilera ci mette la spalla e firma il 2-1. È il momento in cui la partita cambia definitivamente padrone.
L’Apice prova a reagire, ma i rossoblù ora sono padroni del campo, sicuri, compatti. E all’85’ arriva il colpo che chiude il sipario: Marino lancia Losavio nello spazio, il numero 9 vede Fusco in uscita e lo supera con uno scavetto morbido, elegante, quasi provocatorio. Lo stadio esplode, la semifinale d’andata prende la strada rossoblù.
Nel finale standing ovation per Loiodice, sostituito da Trombino, mentre il cronometro scivola verso il triplice fischio. Restano però due ombre: gli infortuni di Sansò e Konatè, costretti a uscire nel primo tempo.
L’Apice può consolarsi con una buona prima frazione, ma nella ripresa il Taranto mostra una superiorità tecnica e mentale evidente. Il 3-1 è un vantaggio pesante, prezioso, da custodire in vista del ritorno del 31 maggio.

Francesco Leggieri

Giornalista pubblicista. Collaboratore, a vario titolo, di altre redazioni sportive di giornali, radio e televisioni nazionali. Esperto di attività Audiovisive, fotografiche e cinematografiche (diploma don Orione di Roma 1985). Presentatore televisivo e radiofonico per varie emittenti locali e di eventi anche a carattere nazionale. Scrittore. E' in uscita il suo terzo libro. Esperienza nelle attività di pubbliche relazione in ambito militare.

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