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Martina, più rabbia che calcio: al Tursi passa la Paganese tra ostruzionismo, nervi e tanti interrogativi

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I campani vincono 1-0 con El Haddadi, ma la gara lascia polemiche pesanti. Biancazzurri stremati dopo una stagione straordinaria. E quella Paganese vista oggi sembra lontanissima da quella che a Fasano perdeva 6-0…

MARTINA – PAGANESE 0-1
Formazioni iniziali

MARTINA: Simeoli; De Angelis, Llanos, Resouf, Silvestro; Dieng, Virgilio, Sorace; Mastrovito, Zenalaj, Mancini.
Allenatore: Giuseppe Laterza.

PAGANESE: Gallo; Piga, Figueras, De Nova, Costanzo; Pierce, Mancino, Di Biagio, Pierdomenico; Labriola, El Haddadi.
Allenatore: Raffaele Novelli

Arbitro: Barbetti di Arezzo
Marcatore: 43’ El Haddadi.

C’è un modo per vincere le partite e poi c’è il modo visto oggi al “Tursi”. La Paganese espugna Martina con il minimo sforzo, un gol, tanto mestiere e soprattutto una strategia precisa: spezzare continuamente il gioco fino a trasformare una finale playout in una recita esasperante fatta di cadute, proteste, perdite di tempo e continui stop.

La delusione dei calciatori del Martina dopo la finale persa (Foto Paolo Conserva)
La delusione dei calciatori del Martina dopo la finale persa (Foto Paolo Conserva)

Il risultato finale dice 0-1, ma racconta poco di quello che si è visto realmente in campo.

Perché questa non è stata una partita di calcio vera e propria. È stata una gara nervosa, bloccata, interrotta praticamente ogni minuto. A tratti il pallone sembrava quasi un dettaglio secondario. Ogni contatto diventava un dramma sportivo, ogni contrasto una scena da pronto soccorso. Giocatori della Paganese che cadevano a terra continuamente, sembravano sul punto di dover lasciare il campo e poi, miracolosamente, dopo qualche minuto ritrovavano energie e corsa.

Il cronometro ha viaggiato a singhiozzo per quasi tutto il pomeriggio e i cinque minuti di recupero concessi nella ripresa sono sembrati quasi una provocazione rispetto alla quantità infinita di interruzioni viste durante il match. Sommando realmente il tempo effettivo di gioco, probabilmente la partita non avrà superato poco più di mezz’ora complessiva.

E il Martina, già arrivato a questa finale praticamente senza più benzina, è finito lentamente nella trappola costruita dai campani.

La squadra di Laterza ha dato tutto quello che aveva in una stagione straordinaria, chiusa addirittura al secondo posto. Ma oggi la stanchezza si è vista tutta. Gambe pesanti, poca lucidità, difficoltà a trovare ritmo proprio perché il ritmo non c’è mai stato. Troppe assenze, alcuni uomini non al meglio e una squadra che mentalmente e fisicamente sembra aver speso tutto durante il campionato.

Eppure il Tursi aveva risposto ancora una volta presente. Stadio pieno, entusiasmo, bandiere biancazzurre ovunque e una città che ha accompagnato il Martina dall’inizio alla fine. Dall’altra parte appena un centinaio di sostenitori campani, ma una Paganese che sapeva esattamente come portare la gara sui binari più favorevoli.

La cosa che lascia inevitabilmente discutere è però un’altra. Perché la Paganese vista oggi sembra lontanissima parente di quella osservata poche settimane fa a Fasano, quando i campani arrivarono addirittura sotto 6-0 in una gara che sembrava senza storia. Una squadra fragile, molle, quasi irriconoscibile. Oggi invece ecco una formazione compatta, esperta, cinica, capace di amministrare ogni situazione con freddezza quasi scientifica.

Differenze che inevitabilmente alimentano discussioni e ironie tra i tifosi biancazzurri. Perché vedere una squadra trasformarsi così radicalmente nel giro di poco tempo lascia più di una domanda aperta. E forse, in un calcio che troppo spesso vive di zone grigie, qualche riflessione in più non farebbe male a nessuno.

Sul campo, comunque, il copione è stato chiaro sin dai primi minuti. Ritmi bassissimi, continui stop, nervosismo crescente e un arbitro apparso spesso in difficoltà nel gestire una gara che progressivamente gli è sfuggita di mano. Il parapiglia nato nel finale del primo tempo tra giocatori e panchine è stata la fotografia perfetta di un match diventato sempre più teso.

Di calcio giocato se n’è visto pochissimo. Il Martina crea qualcosa soltanto al 33’ con Resouf, che impegna Gallo nella prima vera occasione biancazzurra. Poi, dieci minuti dopo, arriva l’episodio decisivo: punizione per la Paganese, pallone in area e El Haddadi trova la deviazione che vale lo 0-1.

Un gol che di fatto chiude la partita. Non perché la Paganese abbia dominato, ma perché il Martina non ha più la forza fisica e mentale per ribaltarla dentro una gara continuamente spezzata. I biancazzurri provano a reagire con il cuore, ma finiscono per innervosirsi, cadendo nella strategia ospite.

Resta però una stagione da applausi. E su questo non possono esserci dubbi. Va dato merito al presidente Lacarbonara, alla dirigenza, allo staff tecnico e a tutta la società per il lavoro costruito durante l’anno. Il Martina ha riportato entusiasmo, pubblico e identità in città, disputando un campionato di altissimo livello nonostante mille difficoltà.

E proprio nel dopogara sono arrivate parole che fanno inevitabilmente riflettere. Intervistato da Antenna Sud, il presidente Lacarbonara ha dichiarato di essere “orgoglioso del percorso fatto” aggiungendo però che adesso “mi prenderò una pausa di riflessione”. Una frase che apre inevitabilmente interrogativi sul futuro del Martina e sul prossimo campionato, lasciando intuire che qualcosa potrebbe realmente cambiare nelle prossime settimane.

Oggi resta amarezza, resta rabbia e resta la sensazione di aver assistito più a una battaglia di nervi che a una partita di calcio. Ma resta anche un popolo biancazzurro che, ancora una volta, ha riempito il Tursi dimostrando un attaccamento raro per la categoria.

Adesso sarà tempo di riflessioni. E forse anche di cambiamenti. Perché qualcosa potrebbe muoversi davvero già nei prossimi giorni. Ma qualunque sarà il futuro, Martina riparte da una certezza: questa squadra, pur arrivata stremata all’ultimo atto, ha comunque saputo riaccendere l’orgoglio di una città intera.

Antonio Rubino

Antonio Rubino è giornalista, editore e direttore del Gruppo Puglia Press e de La Voce del Popolo. Esperto di comunicazione e organizzatore di grandi eventi, ha collaborato anche con la RAI. Leggi la biografia completa 

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