Costi agricoli in Puglia, allarme Coldiretti: rincari fino al 45%

Gasolio agricolo a 1,42 euro al litro, urea in aumento dell’85% e fertilizzanti sempre più cari. Le tensioni in Iran pesano sulle imprese agricole.
I costi agricoli in Puglia tornano a salire e mettono sotto pressione le imprese del settore. Secondo Coldiretti Puglia, l’aumento delle spese può arrivare fino al 45%, con differenze legate al tipo di produzione e alle lavorazioni stagionali in corso.
A pesare sono soprattutto carburanti, fertilizzanti, materie prime e plastica. La nuova spinta ai prezzi viene collegata alle tensioni in Iran e alla crisi nello Stretto di Hormuz, area decisiva per gli approvvigionamenti energetici e commerciali internazionali.
Costi agricoli in Puglia, gasolio e fertilizzanti pesano sui bilanci
Il gasolio agricolo è tornato a crescere dopo la flessione della scorsa settimana. Il prezzo ha raggiunto 1,42 euro al litro, contro gli 0,85 euro registrati a inizio anno. Un aumento che incide direttamente sulle lavorazioni nei campi, sui trasporti e sulla gestione quotidiana delle aziende.
Ancora più marcato il rincaro dei fertilizzanti. L’urea è passata da 470 euro a 870 euro a tonnellata rispetto a maggio, con un incremento dell’85%. Il nitrato ammonico è salito da 369 a 510 euro a tonnellata, pari a un aumento del 38%.
Per molte imprese agricole pugliesi questi rincari arrivano in una fase già complessa, segnata da difficoltà climatiche, margini ridotti e prezzi di vendita spesso non sufficienti a coprire i costi di produzione.
Coldiretti chiede interventi e alternative sostenibili
Coldiretti Puglia richiama la necessità di accelerare su soluzioni capaci di ridurre la dipendenza dall’estero. Tra le possibilità indicate c’è il digestato, sottoprodotto della produzione di biogas da biomasse, scarti agricoli e liquami. Può essere utilizzato come biofertilizzante naturale, con valore nutritivo per il terreno.
L’organizzazione agricola cita anche l’acido pelargonico, erbicida naturale biodegradabile, indicato come alternativa ai diserbanti chimici. Il prodotto non lascia residui nel suolo, non interferisce con la biodiversità e non altera la germinazione dei semi.
Il presidente di Coldiretti Puglia, Alfonso Cavallo, avverte che gli aumenti hanno raggiunto livelli difficili da sostenere per le imprese agricole. Senza misure a tutela del reddito, il rischio indicato dall’organizzazione è un indebolimento del sistema produttivo regionale.
Sulla stessa linea il direttore Pietro Piccioni, che richiama il divario tra costi in crescita e riconoscimento economico agli agricoltori. Le aziende, secondo Coldiretti, restano strette tra spese più alte e prezzi di vendita insufficienti, mentre anche i consumatori subiscono gli effetti dei rincari lungo la filiera.
Per Coldiretti, l’Unione Europea deve rispondere con maggiore rapidità alle esigenze dei coltivatori, chiamati a produrre cibo sicuro e di qualità in un contesto internazionale sempre più fragile.























