Calcio

MAURIZIO RAGGI, 66 PRIMAVERE E UNA VITA PER IL CALCIO

Pubblicità

di Guglielmo De Feis

Venerdì spegnerà 66 candeline, ma Maurizio Raggi resta – oggi come ieri – un uomo di calcio autentico. Talent scout per una società umbra e per il settore giovanile della Roma, il vivaio in cui è cresciuto da calciatore, il capitolino doc di Casalotti conserva nel cuore un pezzo importante di Puglia. Ha vestito anche la maglia del Brindisi, ma è il biennio rossoblù 1989‑1991 a Taranto che ricorda con maggiore affetto.

«Speriamo che questa sia la volta buona per tornare almeno in Serie D e costruire un progetto come meritano città e tifosi. Il calcio nei piccoli centri è in enorme difficoltà: basta guardare Brindisi, Reggina o la Ternana, che rischia seriamente di sparire. In questi anni non è cambiato nulla: tante promesse, tante chiacchiere, ma alla fine sotto il vestito niente».

Anche sui settori giovanili, Raggi non usa giri di parole.

«Meglio che taccio… È assurdo: a quindici anni i ragazzi hanno già il procuratore. E poi si paga per giocare. Le scuole calcio sono diventate attività a scopo di lucro. Così non si può fare calcio».

Sul caso arbitropoli esploso di recente, la sua amarezza è evidente.

«È la risultante ridicola di un sistema pieno di scempiaggini. Preferisco glissare, altrimenti direi cose poco piacevoli. Sono una persona educata, quindi evito».

E sulla Serie C, ogni anno teatro di crisi e fallimenti:

«Che devo dire? Se siamo in mano a una Federazione dove regna l’anarchia, parlare serve a poco. Sono tre Mondiali che non ci qualifichiamo, poi il signor Gravina rilascia dichiarazioni da Oggi le comiche. Introducono norme più rigide per le iscrizioni e a novembre le società sono già in apnea economica. Non c’è altro da aggiungere».

Arrivano poi gli auguri, che Raggi ricambia con affetto.

«Un abbraccio a Taranto e ai tifosi rossoblù. Con il nuovo stadio si potrà aprire un ciclo, ma serve un progetto serio. Vorrei salutare Giorgio Roselli: il Vado è salito in C dopo averlo esonerato da primo in classifica. La promozione porta anche la sua firma, ma la gratitudine nel calcio conta quanto il due di picche».

Prima di congedarsi, un pensiero che vale più di mille analisi.

«Mi piacerebbe che un giorno nelle scuole si insegnasse il rispetto dei valori dello sport e la passionalità del calcio. Sarebbe importantissimo».

Auguri Maurizio, di cuore.

Francesco Leggieri

Giornalista pubblicista. Collaboratore, a vario titolo, di altre redazioni sportive di giornali, radio e televisioni nazionali. Esperto di attività Audiovisive, fotografiche e cinematografiche (diploma don Orione di Roma 1985). Presentatore televisivo e radiofonico per varie emittenti locali e di eventi anche a carattere nazionale. Scrittore. E' in uscita il suo terzo libro. Esperienza nelle attività di pubbliche relazione in ambito militare.

Articoli Correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pulsante per tornare all'inizio