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Florovivaismo pugliese, la riforma fa un passo avanti

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Coldiretti Puglia accoglie il decreto approvato in via preliminare dal Governo. Il comparto vale 178 milioni, ma la Xylella ha ridotto i volumi produttivi di oltre il 15%.

Il florovivaismo pugliese entra in una fase decisiva. Lo schema di decreto approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri rappresenta, secondo Coldiretti Puglia, un passaggio atteso da anni per dare al settore una cornice normativa più chiara e riconoscerne il ruolo strategico nell’agricoltura nazionale.

Il provvedimento interviene su un comparto ampio, che comprende produzione, vendita, manutenzione del verde e attività collegate. L’obiettivo è definire meglio il perimetro dell’attività florovivaistica e valorizzare una filiera che, in Puglia, ha un peso economico e occupazionale rilevante.

Florovivaismo pugliese, un settore da 178 milioni

In Puglia il settore vale 178 milioni di euro, pari a circa il 5% della produzione nazionale. Le aziende attive sono circa 2.000 e contribuiscono a creare lavoro, presidio del territorio e opportunità economiche in diverse aree della regione.

La Puglia occupa il settimo posto in Italia per valore della produzione florovivaistica. A trainare il comparto sono distretti specializzati come quello salentino, con poli importanti tra Taviano e Leverano, e quello barese, dove Terlizzi resta un riferimento per produzione e commercializzazione.

Negli ultimi anni molte imprese hanno rafforzato anche la presenza sui mercati esteri, confermando la capacità del settore di competere oltre i confini regionali.

Il peso della Xylella sulle aziende

Accanto alle prospettive aperte dalla riforma, resta forte la preoccupazione per gli effetti della Xylella. Coldiretti Puglia segnala che, negli ultimi dieci anni, l’emergenza fitosanitaria ha contribuito a ridurre i volumi produttivi complessivi di oltre il 15%.

A incidere non sono stati soltanto i danni diretti provocati dal batterio, ma anche le misure introdotte per contenerne la diffusione. Restrizioni alla movimentazione delle piante, controlli più stringenti, costi burocratici e difficoltà commerciali hanno pesato soprattutto sulle aziende più esposte ai mercati esteri.

Molte imprese sono state costrette a riorganizzare produzioni e vendite, con effetti sulla competitività e sulla capacità di crescita.

La riforma, per Coldiretti, deve quindi essere accompagnata da strumenti concreti di sostegno. Il settore ha bisogno di misure in grado di favorire la ripresa produttiva, sostenere gli investimenti e proteggere un patrimonio economico, ambientale e professionale costruito nel tempo.

Il florovivaismo, inoltre, ha un ruolo crescente nelle politiche ambientali. Le piante contribuiscono all’assorbimento dell’anidride carbonica, alla tutela del suolo, alla biodiversità e al miglioramento della qualità dell’aria negli spazi urbani.

Cresce anche l’attenzione verso il verde negli ambienti chiusi, nelle comunità e nei percorsi legati al benessere psicofisico. Per questo il comparto non riguarda solo l’agricoltura, ma anche la qualità della vita e la gestione sostenibile dei territori.

Per Coldiretti Puglia, il passaggio ora è mantenere coerenza nel percorso parlamentare del decreto, rafforzandone l’efficacia e trasformando il riconoscimento normativo in opportunità reali per le imprese.

Redazione Pugliapress

PugliaPress Quotidiano cartaceo e online dal 7 dicembre del 2000 redazione@pugliapress.it direttore@pugliapress.it

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