Tennis Giannicola Vergine a10 anni il giovane talento tarantino sogna di battere Alcaraz

Da Taranto ai tornei regionali, tra vittorie, sacrifici e allenamenti intensi: la storia del baby tennista che vuole diventare numero uno al mondo
Giannicola Vergine ha solo dieci anni, ma quando parla di tennis lo fa con la serietà di chi ha già scelto una strada.

Nato a Taranto, è una delle giovani promesse emergenti del tennis tarantino. Un bambino con la racchetta in mano, certo, ma anche con una determinazione che colpisce subito.
Il suo sogno è grande, grandissimo: diventare numero uno nella classifica ATP. E poi c’è un obiettivo che racconta tutta la forza della sua immaginazione sportiva: battere Carlos Alcaraz.
Detto così, a dieci anni, potrebbe sembrare solo un sogno da bambino. Ma nello sport, spesso, i grandi percorsi cominciano proprio da una frase pronunciata senza paura.
Tennis Giannicola Vergine, il baby talento nato a Taranto
Giannicola ha iniziato a giocare a tennis quando aveva appena quattro anni. In famiglia nessuno praticava questo sport. Nessun tennista in casa, nessuna tradizione da seguire. È stata una scelta sua, nata dalla voglia di imparare, di provare, di stare in campo.
I primi passi li ha mossi nel circolo di Carosino. Poi il passaggio a San Giorgio Ionico, dove il suo percorso sportivo ha trovato maggiore continuità e una crescita più evidente. Lì ha iniziato a costruire non solo il colpo, ma anche il carattere.
Perché il tennis, soprattutto quando si comincia così presto, non è soltanto una questione di tecnica. È disciplina, pazienza, gestione della sconfitta, capacità di restare concentrati quando il punto pesa.
Tennis Giannicola Vergine e le vittorie nei tornei giovanili tra Bari, Massafra e Brindisi
Nonostante la giovanissima età, Giannicola Vergine ha già raccolto risultati importanti nei tornei giovanili. Ha disputato e vinto finali a Bari, Massafra e Brindisi, oltre ad aver raggiunto diverse semifinali.
Ma la cosa più interessante è il modo in cui racconta anche le sconfitte. Non le considera un fallimento, ma un passaggio utile. Un’occasione per crescere. È un dettaglio che dice molto sulla sua mentalità.
A dieci anni, capire che una partita persa può insegnare più di una vittoria è già un piccolo segnale di maturità sportiva. Ed è proprio questa lucidità a rendere Giannicola una promessa da seguire con attenzione.
Tennis Giannicola Vergine: il giovane talento di Taranto
La sua settimana è scandita dagli allenamenti. Tennis e atletica si alternano con costanza. Il lunedì lavora tra preparazione fisica e campo, il martedì si dedica al tennis, il mercoledì torna ad alternare atletica e racchetta, il sabato riprende con un doppio impegno e la domenica affronta una sessione ancora più intensa.
Non è più soltanto un gioco. È un percorso. Un impegno che richiede sacrificio, organizzazione e passione. Giannicola frequenta la quinta elementare e, come tutti i bambini della sua età, divide le giornate tra scuola, famiglia e sport. Ma quando entra in campo, il suo sguardo cambia.
In quello spazio delimitato dalle righe bianche, il bambino lascia intravedere l’atleta che potrebbe diventare.
I modelli: Cobolli, Darderi e il sogno Alcaraz
Quando gli si chiede quali siano i suoi punti di riferimento, Giannicola non si limita al nome più facile. Certo, Jannik Sinner rappresenta oggi un simbolo enorme per tutto il tennis italiano. Ma lui guarda anche a Flavio Cobolli e Luciano Darderi.
Li segue per il modo di giocare, ma soprattutto per la mentalità. Ed è ancora una volta la parola “mentalità” a tornare centrale nel suo racconto.

Tra i tennisti pugliesi guarda con interesse anche a Basile, nome vicino al territorio e segno di un tennis meridionale che continua a produrre passione, talento e ambizione.
Il sogno più bello, però, resta quello che fa sorridere e riflettere insieme: diventare il numero uno al mondo e battere Carlos Alcaraz. Un obiettivo enorme, ma i sogni dei bambini non vanno mai ridimensionati. Vanno ascoltati, accompagnati e, quando possibile, protetti.
La curiosità: quando Giannicola ha battuto anche gli adulti
C’è anche un episodio curioso che racconta molto del suo carattere competitivo. Nel suo circolo, durante un torneo di pickerball e tachtennis, Giannicola si è trovato ad affrontare avversari molto più grandi di lui, anche ventenni.
Il pickerball e il tachtennis sono discipline simili al tennis, ma con caratteristiche diverse. All’inizio bisogna capirle, adattarsi, trovare il tempo giusto. Giannicola lo ha fatto partita dopo partita.
Ha vinto incontri con risultati netti, ha imparato durante il torneo, ha corretto il suo gioco e alla fine è riuscito addirittura a vincere. Un successo particolare, forse meno ufficiale rispetto ai tornei federali, ma molto significativo per capire la sua capacità di adattamento.
Nel tennis moderno questa qualità conta moltissimo: leggere il gioco, cambiare strategia, non fermarsi alla prima difficoltà.
Una giovane promessa da seguire
Giannicola Vergine è ancora un bambino. Ha dieci anni, frequenta la quinta elementare e ha davanti a sé tutto il tempo necessario per crescere, sbagliare, migliorare e sognare.
Ma alcune cose sono già chiare. C’è la passione. C’è la disciplina. C’è una famiglia che accompagna il suo percorso. C’è un territorio, quello tarantino, che può guardare con orgoglio a questa giovane promessa del tennis.
Non sappiamo dove arriverà. Lo sport è fatto di talento, ma anche di pazienza, incontri giusti, sacrifici e fortuna. Però il viaggio di Giannicola è già cominciato. E quando un bambino di dieci anni dice di voler diventare numero uno al mondo, la risposta migliore non è ridere.
È seguirlo con attenzione
Perché i campioni del futuro, prima di diventare tali, sono sempre stati bambini capaci di immaginarsi più lontano degli altri.
Antonio Rubino è giornalista, editore e direttore del Gruppo Puglia Press e de La Voce del Popolo. Esperto di comunicazione e organizzatore di grandi eventi, ha collaborato anche con la RAI. Leggi la biografia completa























