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Sanità Puglia, Decaro verso il commissariamento fiscale

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Il disavanzo da 369 milioni apre la strada all’aumento dell’addizionale Irpef. Entro un mese le misure, mentre si prepara il cambio ai vertici delle aziende sanitarie.

La sanità Puglia entra in una fase decisiva. Dal 1° maggio il presidente della Regione Antonio Decaro dovrebbe assumere il ruolo di commissario ad acta per coprire il disavanzo 2025, stimato in 369 milioni di euro. La procedura scatterebbe perché la Regione non riuscirà a chiudere la partita entro il termine del 30 aprile previsto dalla normativa.

Sanità Puglia, cosa cambia con il commissariamento

Il commissariamento non riguarda la gestione ordinaria degli ospedali, ma la manovra necessaria a ripianare i conti. Decaro avrà trenta giorni per approvare gli atti richiesti, compresi eventuali aumenti dell’addizionale Irpef e dell’Irap, nei limiti consentiti dalla legge.

La Regione punta però a non coprire l’intero buco con nuove tasse. Una parte delle risorse dovrebbe arrivare dal bilancio autonomo e da risparmi interni. Nel confronto con i sindacati, Decaro ha indicato l’obiettivo di tutelare le fasce più fragili e contenere l’impatto fiscale sui redditi più bassi.

Tra le ipotesi emerse c’è un intervento più pesante sui redditi superiori ai 50mila euro, ma la decisione finale non è stata ancora formalizzata. I sindacati restano contrari a una manovra che scarichi sui cittadini il costo del disavanzo e chiedono criteri progressivi.

Nuovi direttori generali nelle Asl

Alla partita dei conti si aggiunge quella delle nomine. Nei prossimi giorni la Regione dovrà definire i nuovi vertici di alcune aziende sanitarie, tra cui Asl Foggia, Bat, Lecce, Taranto, Policlinico Riuniti di Foggia, Irccs Giovanni Paolo II di Bari e De Bellis di Castellana Grotte.

L’orientamento sarebbe quello di una rotazione, con l’obiettivo di aprire una nuova fase nella gestione delle aziende. Le nomine avranno un peso politico e amministrativo rilevante, perché arriveranno mentre la sanità regionale dovrà affrontare un piano di rientro e una possibile revisione della spesa.

Il nodo resta chiaro: evitare tagli ai servizi e, allo stesso tempo, trovare risorse certe. La manovra fiscale appare ormai probabile, ma la sua portata dipenderà dalle coperture alternative che la Regione riuscirà a recuperare. Per i pugliesi, il punto concreto sarà capire chi pagherà di più e da quando.

Redazione Pugliapress

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