Puglia, nascite in calo anche nel 2025: meno bambini e popolazione più anziana
In Puglia nascono meno bambini: nei primi nove mesi del 2025 sono 16.753 (-6,1%). Cala la popolazione e cresce l’età media.

Le nascite in Puglia continuano a diminuire. I dati più recenti confermano che il calo prosegue anche nel 2025 e si inserisce in un quadro demografico ormai consolidato, fatto di meno nuovi nati, popolazione residente in diminuzione e progressivo invecchiamento.
Secondo i dati diffusi dall’Istat il 31 marzo 2026, nel 2025 in Italia sono nati 355 mila bambini, con una diminuzione del 3,9% rispetto al 2024.
Il numero medio di figli per donna è sceso a 1,14, mentre i decessi si sono mantenuti stabili a quota 652 mila. Il saldo naturale, cioè la differenza tra nascite e morti, resta quindi ampiamente negativo e la popolazione residente si mantiene vicina ai 59 milioni soprattutto grazie al contributo delle migrazioni.
Nascite in Puglia in calo anche nel 2025
Il dato nazionale trova conferma anche sul territorio regionale. Nei primi nove mesi del 2025 le nascite in Puglia sono state 16.753, con un calo del 6,1% rispetto allo stesso periodo del 2024.
Nello stesso intervallo i decessi sono stati 30.785, confermando anche per la regione un saldo naturale fortemente negativo.
Al 30 settembre 2025 la popolazione residente in Puglia risultava pari a 3.868.527 persone, con una diminuzione di 7.108 unità rispetto all’inizio dell’anno.
Non si tratta di una variazione occasionale, ma di una tendenza che da tempo accompagna l’andamento demografico regionale.
I dati demografici più recenti della Puglia
La dinamica delle nascite in Puglia non può essere letta come un fenomeno isolato. I dati regionali confermano che la natalità resta debole anche nel medio periodo.
Nel 2024 il tasso di natalità pugliese è stato pari a 6,2 per mille abitanti, leggermente inferiore alla media nazionale. Nello stesso anno la fecondità si è fermata a 1,2 figli per donna, mentre l’età media al primo figlio è salita a 32,5 anni.
Questi numeri descrivono una regione in cui si fanno meno figli e più tardi. È un cambiamento che pesa direttamente sulla struttura della popolazione e che contribuisce a ridurre progressivamente la presenza delle fasce più giovani.
Popolazione più anziana e meno giovani
Accanto al calo delle nascite in Puglia cresce il peso della popolazione anziana. Nel 2025 l’età media regionale è salita a 46,7 anni, mentre gli over 65 rappresentano circa un quarto dei residenti.
L’indice di vecchiaia ha raggiunto quota 209,8, segnalando un rapporto sempre più sbilanciato tra anziani e giovani.
Il problema non riguarda soltanto la statistica. Una popolazione più anziana comporta effetti concreti sulla scuola, sul mercato del lavoro, sulla sanità e sull’organizzazione dei servizi locali.
Meno bambini oggi significa meno studenti domani, meno giovani in età attiva e una pressione crescente sul sistema di assistenza.
Perché il calo delle nascite pesa sul futuro della regione
Il quadro che emerge dai dati più recenti è chiaro. La Puglia perde popolazione, registra un numero sempre più basso di nuovi nati e vede crescere l’età media dei residenti.
In questo contesto, il calo delle nascite in Puglia non è soltanto un indicatore demografico, ma un elemento che incide sulla tenuta sociale ed economica della regione.
Ad oggi non si vedono segnali concreti di inversione. I dati dei primi nove mesi del 2025 mostrano un’ulteriore riduzione delle nascite, mentre gli indicatori più recenti confermano una struttura demografica sempre più fragile.
È da qui che deve partire ogni riflessione seria sulle politiche familiari, sul lavoro giovanile, sui servizi e sulla capacità della Puglia di mantenere equilibrio demografico nei prossimi anni.
Antonio Rubino è giornalista, editore e direttore del Gruppo Puglia Press e de La Voce del Popolo. Esperto di comunicazione e organizzatore di grandi eventi, ha collaborato anche con la RAI. Leggi la biografia completa























