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Rettilario illegale nel barese, denuncia LNDC: sequestrati anaconda, pitoni e un caimano

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A Sannicandro di Bari scoperta una struttura clandestina nascosta in un seminterrato. L’associazione Animal Protection presenta denuncia e chiede controlli più severi.

Un rettilario illegale nel Barese è stato scoperto a Sannicandro di Bari dalle forze dell’ordine, che hanno sequestrato diversi animali esotici detenuti senza autorizzazioni e in condizioni ritenute incompatibili con il loro benessere. La vicenda ha spinto LNDC Animal Protection a presentare denuncia per detenzione illegale di fauna esotica e maltrattamento di animali, con la richiesta di accertare tutte le responsabilità.

Secondo quanto reso noto, la struttura era stata ricavata in un seminterrato e nascosta dietro una parete fittizia. All’interno sono stati trovati esemplari appartenenti a specie protette dalla Convenzione CITES: anaconda lunghe fino a cinque metri, pitoni, boa costrittori e anche un caimano. Proprio quest’ultimo, stando a quanto emerso, era tenuto in un congelatore adattato in modo rudimentale ad acquario.

Rettilario illegale nel Barese: animali esotici in spazi inadeguati

Il punto più grave della vicenda riguarda le condizioni in cui gli animali sarebbero stati tenuti. Gli esemplari, secondo LNDC, erano rinchiusi in ambienti troppo piccoli e privi dei requisiti minimi necessari per specie di questo tipo. Si tratta di animali che richiedono temperature controllate, spazi adeguati e cure specifiche, impossibili da garantire in una struttura clandestina.

L’operazione ha portato alla denuncia di un uomo pluripregiudicato, che al momento risulterebbe irreperibile. Un elemento che, secondo l’associazione, rende il quadro ancora più preoccupante e apre interrogativi su possibili ulteriori profili di illegalità.

LNDC Animal Protection ha assunto una posizione netta. L’associazione parla di un episodio che non può essere liquidato come semplice detenzione abusiva di animali rari. Per la presidente Piera Rosati, dietro casi come questo c’è una cultura del possesso che riduce gli animali a simboli di potere, oggetti da esibire o strumenti di intimidazione.

La denuncia di LNDC e i rischi per la sicurezza pubblica

Oltre al tema del benessere animale, LNDC richiama l’attenzione anche sul pericolo per la collettività. La presenza di serpenti di grandi dimensioni e di un caimano in un contesto domestico o comunque non autorizzato rappresenta infatti un rischio concreto. Non si tratta soltanto di una violazione delle norme sulla detenzione di fauna esotica, ma di una situazione che può avere conseguenze serie anche sul piano della sicurezza pubblica.

Per questo l’associazione chiede che le indagini vadano fino in fondo e che vengano verificati eventuali altri reati collegati alla gestione del rettilario scoperto nel Barese. LNDC sollecita inoltre un rafforzamento dei controlli e sanzioni più incisive contro chi traffica o detiene illegalmente animali esotici.

Il caso di Sannicandro di Bari riporta al centro un fenomeno sommerso, che riguarda il commercio e la custodia clandestina di specie protette. Dietro la detenzione di questi animali, spesso, non c’è alcuna competenza, ma soltanto l’idea di possedere qualcosa di raro e pericoloso da mostrare agli altri.

LNDC ha annunciato che seguirà gli sviluppi della vicenda. L’obiettivo, spiega l’associazione, è ottenere chiarezza su quanto accaduto e ribadire che gli animali non possono essere trattati come trofei o strumenti di prestigio personale. Una linea che, dopo il sequestro nel Barese, torna a mettere in evidenza la necessità di contrastare con maggiore decisione ogni forma di sfruttamento e detenzione illegale di fauna esotica.

Redazione Pugliapress

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