Rischio impennata dei costi per l’agroalimentare: l’allarme di Coldiretti Puglia

La crisi in Iran e le tensioni crescenti in Medio Oriente riaccendono l’allarme sul rischio impennata dei costi per l’agroalimentare. A segnalarlo è Coldiretti Puglia, secondo cui un eventuale shock energetico potrebbe avere effetti immediati sull’agricoltura, facendo aumentare i costi di produzione e incidendo di conseguenza sui prezzi pagati dai cittadini.
Il settore agricolo è infatti particolarmente esposto alle oscillazioni dei mercati energetici e delle materie prime. Un aggravarsi dello scenario internazionale potrebbe tradursi rapidamente in rincari per gas, petrolio e fertilizzanti, elementi indispensabili per l’attività agricola, dal gasolio per i mezzi di lavoro al riscaldamento delle serre, fino alla produzione di concimi e prodotti chimici per le coltivazioni.
Rischio impennata dei costi per l’agroalimentare: cosa può succedere
Secondo Coldiretti Puglia, il rischio impennata dei costi per l’agroalimentare non è solo teorico. L’esperienza degli ultimi anni ha dimostrato quanto i conflitti internazionali possano incidere sull’economia agricola. Con lo scoppio della guerra in Ucraina si è registrato un forte aumento dei costi energetici e dei fertilizzanti, con conseguenze dirette sulla gestione delle aziende agricole e sul prezzo finale dei prodotti alimentari.
I dati del Centro Studi Divulga confermano questa tendenza. Tra il 2019 e il 2024 i prezzi dei fertilizzanti sono cresciuti del 45%, mentre nel 2022 il valore degli approvvigionamenti globali di input agricoli, trainati soprattutto da energia e fertilizzanti, è aumentato del 48% rispetto all’anno precedente e del 112% rispetto al 2020.
Uno scenario che potrebbe ripetersi se le tensioni geopolitiche dovessero intensificarsi. Oltre il 40% del commercio mondiale di fertilizzanti potassici e azotati è infatti collegato a Paesi coinvolti o indirettamente interessati dalle attuali dinamiche dei mercati energetici.
Rischio impennata dei costi per l’agroalimentare in Puglia
Per il presidente di Coldiretti Puglia, Alfonso Cavallo, è necessario intervenire con tempestività per evitare che la situazione internazionale si trasformi in nuove difficoltà per il settore primario.
“Quando aumentano i costi dell’energia e delle materie prime – sottolinea Cavallo – l’effetto si ripercuote inevitabilmente lungo tutta la filiera agroalimentare. Le aziende agricole pugliesi stanno già affrontando sfide enormi, dal cambiamento climatico all’aumento dei costi di produzione. Servono misure concrete di sostegno per garantire liquidità alle imprese e difendere la competitività dell’agricoltura”.
Anche il direttore di Coldiretti Puglia, Pietro Piccioni, richiama la necessità di attenzione. Negli ultimi anni il comparto agricolo ha dimostrato una forte capacità di resistenza di fronte a crisi internazionali, pandemia e aumento dei costi produttivi. Tuttavia un nuovo shock energetico rischierebbe di mettere ulteriormente sotto pressione imprese che già operano con margini sempre più ridotti.
In Puglia il settore agricolo rappresenta un pilastro dell’economia regionale e della sicurezza alimentare, con oltre 100mila aziende agricole attive e una filiera agroalimentare che coinvolge centinaia di migliaia di lavoratori.
Per Coldiretti Puglia la priorità resta difendere il lavoro degli agricoltori e garantire continuità alla produzione. In un contesto internazionale instabile diventa quindi strategico rafforzare le politiche a sostegno dell’agricoltura nazionale ed europea, evitando che le tensioni geopolitiche provochino una nuova impennata dei costi per l’agroalimentare e ricadute dirette sulle famiglie.
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