Call center Enel in Puglia, UGL: “A rischio migliaia di lavoratori”

Il sindacato chiede garanzie su occupazione, appalti e uso dell’intelligenza artificiale nei contact center di Bari, Lecce, Taranto e Casarano.
La vertenza dei call center Enel in Puglia torna al centro del confronto sindacale. UGL Puglia lancia l’allarme sugli effetti della transizione digitale e dell’intelligenza artificiale nel settore dei contact center, dove l’automazione rischia di tradursi in tagli occupazionali e ulteriore precarietà.
Secondo il sindacato, il tema riguarda in modo diretto i territori di Bari, Lecce e Taranto, con un peso rilevante anche nell’area di Casarano. Nel Salento, in particolare, sarebbero coinvolti circa 650 lavoratori impegnati nelle commesse Enel. A livello regionale, la platea potenzialmente esposta viene indicata in circa 2.500 addetti.
Call center Enel in Puglia, la preoccupazione del sindacato
UGL Puglia sostiene che l’innovazione tecnologica non possa essere usata come leva per ridurre personale, salari e diritti. Il segretario regionale Marcello Fazio richiama la necessità di mettere il lavoro al centro delle scelte industriali, soprattutto nei settori già segnati da appalti fragili, pressioni sui costi e bassi salari.

Il nodo, per il sindacato, è la distanza tra i principi dichiarati dalle grandi aziende in materia di sostenibilità e responsabilità sociale e gli effetti concreti prodotti lungo la filiera degli appalti. La preoccupazione riguarda gare al ribasso, continuità occupazionale e tutela delle comunità locali.
Casarano, Lecce, Bari e Taranto: il peso sociale della vertenza
La vertenza ha una ricaduta che va oltre il perimetro aziendale. Nei territori interessati, i call center rappresentano da anni una fonte di reddito per centinaia di famiglie. Per UGL, eventuali riduzioni di attività o sostituzioni progressive tramite sistemi automatizzati avrebbero conseguenze su consumi, stabilità economica e permanenza dei giovani nel territorio.
Il sindacato richiama anche la natura di Enel come società a partecipazione pubblica, sostenendo che questo aspetto renda più forte la responsabilità sociale e istituzionale nella gestione degli appalti.
UGL Puglia chiede quindi clausole sociali effettive, garanzie sulla territorialità delle attività, tutela dei livelli occupazionali, percorsi reali di riqualificazione professionale e un ruolo centrale della contrattazione collettiva nella regolazione dell’intelligenza artificiale nei luoghi di lavoro.
La richiesta è aprire un confronto stabile prima che la trasformazione tecnologica produca effetti irreversibili sull’occupazione. Per il sindacato, la digitalizzazione deve migliorare i servizi senza scaricare il costo sui lavoratori.

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