TARANTO – Avis Taranto:”La vita è di per sé un dono e donare il proprio sangue serve a salvare la vita. Parrebbe un bisticcio di parole ma non vi è nulla di più concreto che noi possiamo fare per aiutare le persone sofferenti nella nostra comunità.

Le donazioni sono al momento estremamente carenti e le riserve al lumicino. L’allarme lo lancia l’AVIS comunale di Taranto. “Siamo in vera emergenza – avverte il vicepresidente Antonio Fago – poiché si registra una carenza di riserve negli ospedali per tutta la provincia jonica, in particolar modo per quanto riguarda le sacche di gruppo 0, assolutamente mancanti, e le altre in via di esaurimento”. 

L’AVIS Taranto chiede di conseguenza l’aiuto di associazioni di volontariato e dei cittadini, invitando alla donazione.

L’appello accorato arriva direttamente da alcuni pazienti in attesa da giorni di poter ricevere una trasfusione. In tutto il territorio di Taranto c’è assoluta mancanza di sangue di tipo 0, negativo e positivo, e grandissima carenza di tutti gli altri gruppi, sia positivi che negativi. Un’emergenza che sta facendo rinviare o sospendere interventi chirurgici e trasfusioni in pazienti affetti da patologie ematiche con conseguenze davvero preoccupanti.

Al momento c’è grande mobilitazione da parte delle istituzioni e delle associazioni di volontariato e il Comune di Taranto ha utilizzato i display stradali per invitare alla donazione. Ma evidentemente non è sufficiente. “Serve la mobilitazione da parte di tutti – conferma Fago – per cui ogni persona in buono stato di salute, tra i 18 e i 65 anni di età, è invitato a recarsi presso il centro trasfusionale dell’ospedale SS. Annunziata di Taranto.

L’AVIS Taranto ricorda, infine, che sabato 13 gennaio sarà presente con l’autoemoteca del centro Trasfusionale presso il piazzale antistante della Chiesa “Madonna del Galeso” a Paolo VI dalle ore 17.00 alle 20.30. E martedì 16 gennaio presso il piazzale di “Teleperformance”, dalle 08.00 alle 12.30.

Non c’è tempo, l’emergenza è adesso, domani potrebbe essere già troppo tardi.”

 

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