Sanità pugliese, buco da 460 milioni nel 2025: Taranto teme nuovi tagli e il caso San Cataldo

La sanità pugliese chiude il 2025 con un buco da 460 milioni di euro. È il dato che accende il dibattito politico mentre il presidente Antonio Decaro inaugura la nuova fase alla guida della Regione parlando di abbattimento delle liste d’attesa. Ma il disavanzo rischia di aprire uno scenario diverso, fatto di tagli e sacrifici.
Secondo Mario Dinoi, segretario cittadino Noi Moderati – Taranto, la situazione dei conti impone chiarezza immediata. Un passivo di queste dimensioni, sottolinea, potrebbe tradursi in una razionalizzazione della rete ospedaliera regionale. In concreto significherebbe chiusura di reparti, possibile stop ai piccoli ospedali e aumento dell’addizionale Irpef per coprire il deficit.
Buco sanità pugliese e il caso Taranto
Il buco della sanità pugliese, nella lettura di Dinoi, rischia di colpire ancora una volta Taranto. Al centro della polemica torna l’ospedale San Cataldo, più volte annunciato e inaugurato simbolicamente negli anni, ma non ancora pienamente operativo.

“Il nuovo nosocomio è stato al centro delle campagne elettorali, ma nei fatti non è mai stato aperto”, afferma Mario Dinoi, segretario cittadino Noi Moderati – Taranto. Una struttura che oggi, denuncia, resta illuminata nonostante i reparti siano chiusi, con ulteriori costi a carico della collettività.
La questione non è solo simbolica. Per Taranto, città che già convive con criticità ambientali e sanitarie, il pieno funzionamento del San Cataldo rappresenta una risposta attesa da anni. Se il disavanzo dovesse portare a nuovi tagli, il rischio è quello di un ulteriore indebolimento dell’offerta sanitaria locale.
Il punto, conclude Dinoi, è evitare che il peso del buco della sanità pugliese ricada sui territori più fragili e sui cittadini. Le promesse sulla riduzione delle liste d’attesa, sostiene, devono accompagnarsi a scelte concrete e trasparenti sui conti e sull’apertura delle strutture già realizzate. Per i tarantini, ciò che conta ora non sono gli annunci, ma tempi certi e servizi realmente disponibili.
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