Manduria: Stadio via per Francavilla 700 mila euro spesi ma resta ancora chiuso
Una telenovela che si trascina dal 2023

Continua la telenovela dello stadio di via per Francavilla: struttura chiusa e inutilizzata nonostante una ristrutturazione costata 700.000 euro di soldi pubblici. Sulla vicenda interviene Vincenzo Dimitri, responsabile provinciale Confsal ed ex consigliere comunale, che punta il dito contro l’amministrazione uscente accusandola di aver lasciato come eredità una delle tante opere incompiute della città. Dimitri non parte dalla storia remota, ma dalle ultime mosse dell’amministrazione Pecoraro e dai tentativi, tardivi e insufficienti, secondo lui, di porre rimedio. Dopo il completamento dei lavori, avvenuto nell’estate del 2023, lo stadio è rimasto chiuso in via permanente. “Solo agli inizi di aprile 2026 – racconta Dimitri – l’ex sindaco e gli uffici comunali avrebbero finalmente constatato la necessità di installare due contatori separati, uno per lo stadio e uno per il pattino dromo, un adempimento basilare che sarebbe stato ignorato per oltre un anno dalla data di assegnazione della gestione degli impianti sportivi a un’associazione locale”. Ma le criticità non si esauriscono qui. Da fonti ritenute affidabili emergono difformità e carenze nei lavori eseguiti, infatti mancherebbero le pompe per l’irrigazione del campo, l’impianto di illuminazione non sarebbe completo, gli spogliatoi sono sporchi e lasciati in uno stato di abbandono, e sul terreno sarebbero rimasti cumuli di terra e materiali abbandonati dalla ditta appaltatrice. Altri punti critici riguarderebbero la rimozione delle erbacce e la revisione dei dispositivi di sicurezza necessari per l’apertura al pubblico. Inoltre, Dimitri sottolinea un aspetto tecnico-economico non trascurabile. “ La consistenza del terriccio che ricopre il campo renderebbe l’area non idonea all’uso, per renderla praticabile servirebbe un intervento ulteriore stimato in circa 15.000 euro. Tradotto in termini pratici, si tratta di una spesa minima rispetto ai 700.000 euro già investiti, ma determinante per mettere finalmente in campo un impianto fruibile. “In pratica – osserva Dimitri – sono stati spesi 700 mila euro ma l’opera non è utilizzabile”. Il ritardo nell’apertura dell’impianto ha generato ricadute significative sul tessuto sportivo locale, in quanto, scuole calcio e associazioni sportive, private della nuova struttura, si sono riversate sullo stadio “Dimitri”, causando sovraffollamento, disagi logistici e difficoltà nell’organizzazione degli allenamenti e delle partite. Secondo l’esponente sindacale, “molte di queste realtà avrebbero perso la fiducia nella struttura di via per Francavilla e non mostrerebbero la volontà di trasferirvisi”. L’ex consigliere conclude con una serie di domande: Se confermate, le omissioni e le approssimazioni nella fase esecutiva e nel collaudo degli impianti delineano un quadro di responsabilità che deve essere chiarito, chi ha vigilato sull’appalto? Chi ha effettuato i controlli di conformità? Perché le criticità evidenti non sono state risolte prima della consegna? Dimitri chiede dunque risposte immediate. Gianluca Ceresio.























