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Torre Guaceto, una boa smart controllerà la salute del mare

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Installato nella riserva un dispositivo ecosostenibile per raccogliere dati in tempo reale su acqua, correnti, vento e biodiversità marina

La boa smart a Torre Guaceto è entrata in funzione per monitorare in modo continuo lo stato di salute del mare. Il dispositivo raccoglierà dati utili al Consorzio di Gestione per calibrare le attività di tutela dell’area marina protetta e contribuire a una rete nazionale di osservazione ambientale.

L’intervento rientra nel progetto DigitaAP, promosso dal Ministero dell’Ambiente e della Transizione ecologica, con direzione scientifica dell’Ispra e tecnologia sviluppata da ETT S.p.A. – Dedagroup. Il programma utilizza fondi PNRR e punta a rendere più efficiente, digitale e uniforme il monitoraggio della biodiversità nei Parchi nazionali e nelle Aree marine protette.

Boa smart a Torre Guaceto: cosa misura

La strumentazione installata nella riserva è dotata di sensori per il controllo costante di diversi parametri marini. Tra questi ci sono temperatura dell’acqua, salinità, ossigeno disciolto, conducibilità, clorofilla a e ficoeritrina, elementi utili per valutare la produttività biologica e le condizioni dell’ecosistema.

La boa registra anche dati su moto ondoso, vento, intensità e direzione, oltre alle correnti marine attraverso un correntometro. Le informazioni saranno acquisite in tempo reale e potranno aiutare tecnici e responsabili dell’area protetta a individuare variazioni significative e a intervenire con maggiore precisione nella gestione della riserva.

Una rete nazionale per le aree marine protette

Torre Guaceto è tra le Aree Specialmente Protette di Importanza Mediterranea coinvolte nel progetto. Si tratta di aree riconosciute per il valore ambientale e per la capacità di gestione, nelle quali il monitoraggio assume un ruolo centrale per proteggere habitat delicati e specie marine.

Il presidente del Consorzio, Rocky Malatesta, ha spiegato che DigitaAP mira a standardizzare le attività di controllo della biodiversità, migliorando l’integrazione dei dati e ampliando le conoscenze disponibili sugli ecosistemi marini.

La boa e il sistema di ancoraggio sono stati progettati con criteri di biocompatibilità e basso impatto ambientale. Particolare attenzione è stata rivolta alla tutela dei fondali sabbiosi e degli habitat sensibili, tra cui quelli caratterizzati dalla presenza di Posidonia oceanica.

I dati raccolti a Torre Guaceto confluiranno in una piattaforma nazionale che collegherà le Aree marine protette coinvolte. Questo permetterà di avere un quadro più ampio delle condizioni del mare lungo le coste italiane e di rafforzare le strategie di tutela sia a livello locale sia nazionale.

Il monitoraggio continuo sarà utile anche per seguire nel tempo gli effetti del cambiamento climatico sull’ambiente marino, osservando eventuali variazioni fisiche, chimiche e biologiche. Per il Consorzio si tratta di uno strumento operativo in più per pianificare, valutare e aggiornare le misure di protezione della riserva.

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