Liste d’attesa Asl Bari, Cas Art. 32 denuncia tempi fino a 20 mesi

L’associazione segnala il caso delle prestazioni con priorità P: per legge dovrebbero essere garantite entro 120 giorni, ma alcune prenotazioni arrivano al 2027.
Le liste d’attesa Asl Bari tornano al centro della denuncia dell’aps Cas Art. 32, associazione impegnata nella tutela dei cittadini per l’accesso alle prestazioni sanitarie. Secondo quanto riportato in un comunicato, diversi pazienti avrebbero ricevuto appuntamenti per visite ed esami programmabili con tempi ben oltre i limiti previsti.
Il nodo riguarda le prestazioni con priorità P, cioè programmabili. Non si tratta di urgenze, ma la normativa prevede comunque un tempo massimo di attesa: entro 120 giorni. In alcuni casi segnalati dall’associazione, invece, le date indicate arriverebbero a un anno e mezzo o persino a 20 mesi.
Prestazioni programmabili oltre i 120 giorni
Cas Art. 32 sostiene che la situazione non riguardi le prestazioni urgenti o brevi, sulle quali si concentra la lotta alle liste d’attesa, ma quelle differite e programmabili. Per queste ultime, secondo l’associazione, la situazione sarebbe peggiorata.
Nel comunicato vengono citati alcuni casi. Una paziente in attesa di visita dermatologica con priorità P avrebbe ricevuto un appuntamento per il 6 ottobre del prossimo anno. Un’altra, per un intervento sul cristallino, dovrebbe attendere fino al 13 ottobre 2027. Un terzo paziente, per ecocolordoppler e prima visita di chirurgia vascolare, avrebbe una prenotazione fissata a dicembre 2027.
Tempi che, secondo l’associazione, non sarebbero compatibili con il limite previsto per questa tipologia di prestazioni.
La risposta contestata della Asl Bari
A far discutere è anche la risposta che, secondo Cas Art. 32, sarebbe stata inviata ad alcuni assistiti dopo le diffide. La Asl Bari avrebbe invitato i pazienti a monitorare le disponibilità attraverso i canali di prenotazione.
Per l’associazione, questa indicazione non risolve il problema. Il paziente, infatti, rischierebbe di dover cancellare una prenotazione già ottenuta, pur oltre i termini, oppure di trovarsi nella difficoltà di richiedere una nuova impegnativa per la stessa prestazione.
Cas Art. 32 segnala inoltre che una parte delle diffide non avrebbe ricevuto risposta, mentre in altri casi sarebbe arrivata una comunicazione ritenuta insufficiente rispetto al diritto dell’assistito a ottenere una data nei tempi previsti.
Il presidente dell’associazione, Francesco Fragola, contesta il comportamento dell’azienda sanitaria e richiama il rispetto delle norme sui tempi massimi di attesa. Nel comunicato viene citato anche il tema del possibile aumento dell’addizionale regionale Irpef legato alla spesa sanitaria, considerato dall’associazione ancora più grave in presenza di servizi percepiti come non adeguati.
La vicenda resta aperta. Cas Art. 32 chiede risposte concrete per i pazienti che hanno già una prescrizione e una prenotazione fuori dai termini. Il punto, per l’associazione, non è solo amministrativo: riguarda il diritto dei cittadini ad accedere alle cure in tempi certi.

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