Gasolio agricolo usato illecitamente, quattro misure cautelari nel Salento

L’inchiesta della Guardia di Finanza di Lecce contesta un sistema di frode sulle accise con oltre 500mila litri di carburante distratti e un’evasione stimata di circa 156mila euro.
Quattro misure cautelari eseguite nel Salento nell’ambito di un’inchiesta su una presunta frode legata al gasolio agricolo usato illecitamente. Il provvedimento, disposto dall’autorità giudiziaria ed eseguito dalla Guardia di Finanza di Lecce, riguarda altrettanti indagati accusati, a vario titolo, di associazione a delinquere e reati fiscali.
Al centro dell’indagine ci sono tre distinti sistemi fraudolenti che, secondo gli investigatori, avrebbero consentito di sottrarre all’uso consentito oltre 500mila litri di gasolio agricolo. Si tratta di carburante destinato per legge ad attività specifiche e agevolate, che sarebbe invece stato impiegato in modo illecito, con effetti diretti sul pagamento delle accise.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il danno per l’erario sarebbe rilevante: l’evasione di accisa contestata viene infatti stimata in circa 156mila euro. Un dato che dà la misura dell’operazione scoperta nel territorio salentino e del peso economico dell’illecito ipotizzato.
Gasolio agricolo usato illecitamente, cosa emerge dall’inchiesta
L’indagine non si limita ai quattro destinatari delle misure cautelari. Nel fascicolo risultano infatti coinvolti complessivamente 23 soggetti. La Procura e la Guardia di Finanza stanno ricostruendo ruoli, rapporti e passaggi che avrebbero permesso di alimentare il sistema contestato.
Le misure eseguite comprendono arresti domiciliari e interdizioni. In parallelo sono in corso perquisizioni e sequestri per un valore di circa 120mila euro. Gli approfondimenti investigativi servono ora a definire l’intera portata dell’organizzazione ipotizzata e ad accertare le responsabilità individuali.
Il quadro delineato dagli investigatori parla di una gestione illecita del carburante agricolo, bene particolarmente sensibile proprio perché sottoposto a una disciplina fiscale agevolata. L’uso fuori dai casi previsti dalla legge consente infatti di ottenere un vantaggio economico indebito e altera le regole del mercato.
Frode sulle accise nel Salento, le possibili conseguenze
L’inchiesta riporta l’attenzione sul controllo della filiera dei prodotti energetici e sul contrasto alle frodi fiscali legate ai carburanti. Il gasolio agricolo, per la sua natura e per il regime agevolato di cui beneficia, rappresenta da tempo un settore esposto a tentativi di abuso.
Per questo tipo di operazioni investigative il punto non è soltanto il recupero delle somme sottratte al fisco. C’è anche un profilo di concorrenza sleale nei confronti delle imprese che operano nel rispetto delle regole e sostengono costi fiscali ordinari. L’uso illecito di carburante agevolato può infatti tradursi in prezzi più bassi, margini alterati e vantaggi non consentiti.
Nei prossimi giorni potranno emergere ulteriori elementi utili a chiarire la struttura dei tre sistemi fraudolenti contestati e il ruolo dei singoli indagati. Al momento, il dato centrale resta quello fissato dall’inchiesta: una presunta maxi frode sulle accise nel Salento costruita, secondo l’accusa, attraverso l’impiego illecito di gasolio agricolo e un’evasione stimata in circa 156mila euro.
L’attività della Guardia di Finanza prosegue ora con sequestri, perquisizioni e analisi documentali. L’obiettivo è consolidare il quadro probatorio e verificare fino in fondo l’estensione del meccanismo scoperto.

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