Assalto al portavalori sulla SS613: due fermi, caccia ai complici
Colpo sulla Brindisi-Lecce vicino allo svincolo di Tuturano: spari durante la fuga. Due foggiani fermati, indagini in corso.
Un assalto armato a un portavalori ha provocato paura e blocchi sulla SS613 Brindisi–Lecce, in mattinata, nei pressi dello svincolo di Tuturano. Secondo la nota diffusa dall’Arma, un commando avrebbe isolato l’area fermando la circolazione e incendiando un mezzo pesante, costringendo i veicoli in transito ad arrestare la marcia.
Sul posto sono intervenuti i Carabinieri dei Comandi provinciali di Lecce e Brindisi. Durante l’azione e nelle fasi immediatamente successive si è verificato un conflitto a fuoco con le pattuglie dell’Arma. Sempre secondo la ricostruzione ufficiale, non risultano feriti tra militari, personale dell’istituto di vigilanza e cittadini.
La dinamica dell’assalto, in base alle ricostruzioni giornalistiche, avrebbe coinvolto due furgoni portavalori e l’uso di mezzi “civetta” con lampeggiante per simulare un controllo. L’impiego di esplosivo avrebbe attivato i sistemi di sicurezza del carico, contribuendo al fallimento del colpo e alla fuga del gruppo.
Nelle stesse ore si sono registrati pesanti disagi al traffico: la superstrada è stata chiusa temporaneamente in entrambi i sensi per consentire rilievi e messa in sicurezza, con code e rallentamenti nella zona.
Due fermi e ipotesi di reato
Nell’immediatezza, l’Arma ha eseguito due fermi di soggetti ritenuti coinvolti.
Secondo quanto riferito da fonti giornalistiche locali, si tratta di due uomini originari della provincia di Foggia, di 62 e 39 anni, posti in stato di fermo.
Le contestazioni indicate nelle stesse ricostruzioni sono pesanti: tentato omicidio, rapina pluriaggravata, porto e detenzione di armi da guerra e armi comuni, materiale esplodente, oltre a resistenza e lesioni aggravate a pubblico ufficiale. È inoltre attesa l’udienza di convalida davanti al Gip, come previsto in questi casi.
Restano però due punti ancora non definitivi: la composizione completa della banda e l’eventuale rete di supporto. Le ricerche proseguono per individuare altri responsabili e possibili fiancheggiatori, mentre gli investigatori raccolgono riscontri su mezzi usati e percorsi di fuga.
Sul fronte del racconto dei testimoni, è emerso anche il coinvolgimento di una studentessa costretta a scendere dall’auto e derubata del veicolo durante la fuga: un dettaglio che, se confermato integralmente dagli atti, chiarirebbe le modalità di allontanamento del commando.
Le indagini sono in corso e, come sempre in questa fase, le responsabilità personali dovranno essere accertate nelle sedi giudiziarie.
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