Le cosiddette comunarie –  la votazione online sulla piattaforma di Beppe Grillo “Rousseau” per la scelta del candidato sindaco a Cinquestelle – ha provocato una spaccatura insanabile con conseguenti malcontenti dei simpatizzanti grillini in terra ionica.
La votazione fatta il 5 maggio ha partorito all’interno dei meetup tarantini di Beppe Grillo l’unico candidato per lo scanno più alto di Palazzo di Città: Francesco Nevoli batte lo sfidante (ritenuto favoritissimo)  Bartolomeo Lucarelli , 107 voti contro i 97.
A dire il vero tale partita era iniziata a tre. Un terzo aspirante era Sandro Bello, quest’ultimo sponsorizzato dal meetup “Taranto Pentastellata”. Ma proprio qualche ora prima delle comunarie qualcosa ha fatto convergere le energie di “Taranto Pentastellata”, in un altro meetup “Taras in Movimento”, verso Bartolomeo Lucarelli.
Ma come si è arrivati a decidere per Francesco Nevoli, l’avvocato del Comitato dei Lavoratori Liberi e Pensanti?
Facciamo un po’ di ordine cercando di ricostruire gli episodi più significativi del’ultimo periodo.

Partiamo dai meetup. Intanto i meetup tarantini più attivi sarebbero quattro: “Gli Amici di Beppe Grillo”, “Taranto Pentastellata”, “Nike 5” e “Taras in Movimento”. In tutto questo il portavoce tarantino che coordina il Movimento di Grillo a Taranto risulta essere la europarlamentare Rosa D’Amato. La figura della D’Amato, da fonti interne al partito di Grillo, risulterebbe come un padre-padrone.  Quest’ultima avrebbe dovuto essere la mediatrice tra i vari meetup durante la scelta del candidato sindaco. Ma a quanto pare così non è mai stato, creando il patatrac.
Ma, come dicevamo, andiamo a ritroso.

Ora, l’ultimo meetup in ordine di costituzione è il meetup “Nike 5”, nato nel giugno 2016. I componenti dello stesso pare che abbiano cercato da subito una sorta di avvicinamento a quello più presente nella città dei due mari: “Gli amici di Beppe Grillo” con sede in via Dante e “supervisionato” dall’eurodeputata Rosa d’Amato.
La stessa pentastellata appena viene a sapere della costituzione del nuovo gruppo avrebbe cercato di marcare il territorio. Approccio questo che avrebbe creato da subito una distanza tra i “Nike 5” e “Gli Amici di Beppe Grillo”.
A dicembre proprio il “Nike 5” decise di fare una raccolta benefica di giocattoli. La stampa locale ne diede notizia ma la cosa non piacque alla D’Amato che, in fase ormai preelettorale e sentendosi scavalcata, avrebbe fatto capire ai nuovi pentastellati che la figura del candidato sindaco per il Movimento era stato già deciso. Parliamo proprio di  Bartolomeo Lucarelli.

Essendo in minoranza quelli del “Nike 5” avrebbero deciso allora di fare squadra con un altro meetup, quello con sede in via Mazzini “Taranto Pentastellata”. Si dice tra i sostenitori del Movimento che  tra “Taranto Pentastellata” e i colleghi di via Dante non corresse buon sangue.

Secondo i mal di pancia all’interno del partito del comico genovese, questa alleanza tra “Nike 5” e “Taranto Pentastellata” non sarebbe affatto piaciuta agli “Amici di Beppe Grillo” della D’Amato.
Questa mossa pare che avesse portato l’eurodeputata tarantina a far avvicinare al Movimento il comitato “Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti”, un gruppo di cittadini e lavoratori nato nel luglio 2012 a seguito delle vicende giudiziarie che hanno colpito il siderurgico ILVA.  L’obiettivo pare fosse solo uno, sempre secondo i piani della D’Amato, ovvero quello di avere un numero ben nutrito di alleati per una scelta sicura del candidato sindaco.
Ma qualcosa nel meccanismo quasi perfetto è andato storto.

Data importante pare essere quella del 17 febbraio quando accade l’irreparabile secondo i ben informati. Quel giorno si tenne una riunione al meetup di via Dante per la votazione del candidato sindaco: Rosa D’amato presentò Bartolomeo Lucarelli mentre i “Liberi e Pensanti” tirarono un colpo gobbo alla stessa grillina: forte del loro numero presentarono Francesco Nevoli. In una sera il meetup “Amici di Beppe Grillo” passa nelle mani dei “Liberi e Pensanti”.
 Si racconta che quella sera gli animi divennero incandescenti tra i due gruppi tant’è che i  “Damatiani” furono costretti anche ad abbandonare la loro sede di via Dante, sconfitti nei numeri.
A questo punto la frittata appariva ben servita: lo strapotere della D’Amato gli si era ritorto contro. Ma bisognava correre ai ripari.

Senza una sede e con pochi fedelissimi al seguito la D’Amato avrebbe deciso di riesumare un vecchio meetup certificato “Taras in Movimento” cambiando strategia.
Si dice che “Taras in Movimento” abbia cercato un avvicinamento a “Taranto Pentastellata” cercando di convergere su un unico candidato sindaco in vista delle cosiddette comunarie: la votazione online del M5s che avrebbe deciso l’unico candidato sindaco per le amministrative 2017.
L’accordo si fece ma fu comunque un disastro. Il 5 maggio bastarono 107 voti online a Francesco Nevoli per imporsi sui concorrenti e diventare il candidato sindaco di Taranto per il Movimento 5 stelle. Non bastarono i 97 voti di Bartolomeo Lucarelli e i 9 voti raccolti da Sandro Bello. Proprio Sandro Bello era sostenuto da “Taranto Pentastellata”, mentre come dicevamo Bartolomeo Lucarelli da “Taras in Movimento”. I due meetup si erano contati e avevano capito di non poter competere con i numeri dei “Liberi e Pensanti”.

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