Pier Luigi Pizzi, Paolo Grassi e Napoli: questi i tre protagonisti cui il 45° Festival della Valle d’Itria intende tributare un omaggio. Pizzi – afferma il direttore artistico Alberto Triola –, maestro del teatro italiano, legato a Martina Franca da lunga amicizia, sta vivendo una sua seconda giovinezza: in quest’ottica è da leggere il suo impegno nei due spettacoli al Palazzo Ducale, volto a trasformare il medesimo spazio e impianto scenico per due opere di carattere molto diverso, nel più schietto spirito dell’arte scenica e dell’immaginazione creativa.

Paolo Grassi con Franco Punzi

Grassi è stato uno dei giganti del teatro novecentesco, nel senso più ampio del termine: di origini martinesi e figura dirimente agli esordi del festival, viene omaggiato a cento anni dalla nascita cercando di tradurre in linguaggio contemporaneo il suo lascito, la sua poetica, programmando una serie di appuntamenti che possano essere metafora della sua poetica di organizzatore teatrale e di intellettuale. Napoli è fin dal Settecento una capitale della cultura e della musica, in un’Europa che era già “unita” nel segno della musica italiana, della lingua italiana, dei compositori italiani. Tutte le opere scelte hanno così un legame con Napoli e raccontano la parabola di un’epoca d’oro per la città campana: da Porpora a Vinci, da Cimarosa a Manfroce, dagli splendori della scuola napoletana ai suoi ultimi bagliori per arrivare all’Ottocento inoltrato e ai riverberi malinconici e sorridenti che l’operetta di Offenbach riesce a cogliere per raccontare una Napoli orami mitizzata, dove il can-can viene sostituito dalla tarantella e l’eruzione del Vesuvio corona la festa musicale”. Palazzo Ducale è senza dubbio il luogo centrale della programmazione artistica e ospiterà il capolavoro di Domenico Cimarosa Il matrimonio segreto (16, 20 e 31 luglio, 3 agosto) del 1792, e la più rara Ecuba di Nicola Antonio Manfroce (30 luglio, 4 agosto) del 1812, entrambe affidate a un maestro del teatro italiano come Pier Luigi Pizzi, che torna a Martina Franca dopo la Francesca da Rimini del 2016. Il matrimonio segreto ed Ecuba saranno caratterizzate da un impianto scenico comune, declinato secondo cifre stilistiche comunque molto diverse tra loro: l’esemplare opera buffa cimarosiana avrà l’aspetto di una raffinata  commedia di ambientazione contemporanea, calata da Pizzi nel mondo del collezionismo d’arte; mentre la tragedia lirica di Manfroce risponderà agli stilemi di un classicismo rigoroso, mettendo in evidenza il suo carattere di trenodia intorno al cadavere di Ettore: il gusto estetico di Pizzi offrirà al pubblico un’ambientazione di rarefatta eleganza, che rimanda a una dimensione mitica, atemporale, per una messa in scena di esemplare tragicità. Per entrambe le opere avranno luogo le anteprime under30 dedicate ai più giovani e la diretta su

Rai Radio 3. Ecuba sarà inoltre registrata e trasmessa da Rai5.

Il Palazzo Ducale accoglierà anche altri due titoli operistici in prima italiana, allestiti in forma semiscenica. Coscoletto, operetta di ambientazione partenopea di Jacques Offenbach nel suo bicentenario della nascita sulla versione ritmica firmata da Sandro Cappelletto dalla traduzione del libretto dello scrittore martinese Mario Desiati; in scena gli allievi dell’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti” sul podio dell’Orchestra del Petruzzelli, per una coproduzione con la Fondazione Arturo Toscanini e la Fondazione Teatro Due di Parma. Una novità ancora non annunciata: al Palazzo Ducale il recital di Belcanto (29 luglio) di uno dei soprani più apprezzati di oggi, Olga Peretyatko, accompagnata al pianoforte da Giulio Zappa con un programma che spazia da Rossini e Donizetti; altro appuntamento vocale, nel Chiostro di San Domenico, “Già la notte si avvicina” (28 luglio) con cantate, arie e duetti del Sette e Ottocento napoletano interpretate da Raffaele Pe, Francesco Divito, Rodrigo Sosa Dal Pozzo e Lidia Fridman con Vincenzo Rana al clavicembalo e pianoforte.

L’attesa iniziativa dell’Opera in masseria”, diventa quest’anno “itinerante” in cinque spazi diversi del territorio ed è proposta insieme al Consorzio di tutela del Primitivo di Manduria, in collaborazione con i diversi comuni sede delle masserie Del Duca di Crispiano (21 luglio), Belvedere di Mottola (23 luglio), Palesi (25 luglio) e San Michele (1 agosto) a Martina Franca, Casina Vitale di Ceglie Messapica (27 luglio). Queste masserie saranno la cornice per la messa in scena di due titoli appartenenti al genere buffo settecentesco dell’Intermezzo (breve azione comica in musica che deriva dalla tradizione della Commedia dell’arte): L’ammalato immaginario di Leonardo Vinci e La vedova ingegnosa di Giuseppe Sellitti, con la regia di Davide Gasparro, la direzione di Sabino Manzo e il suo ensemble pugliese, la Cappella Musicale Santa Teresa dei Maschi; interpreti vocali di rilievo, Lavinia Bini e Bruno Taddia.

Il calendario si completa con le rassegne di concerti e spettacoli nei chiostri e nelle chiese martinesi.

Il “Concerto per lo spirito” (1 agosto) nella Basilica di San Martino, da sempre appuntamento molto atteso e affollato, sarà dedicato alla rara versione del Requiem tedesco op. 45 di Brahms con il duo pianistico Anastasia e Liubov Gromoglasova e il Coro del Teatro Municipale di Piacenza. Uno spazio particolare nel 2019 è occupato dall’omaggio a Paolo Grassi nel centenario della nascita: all’interno del progetto “1919-2019: Paolo Grassi 100 a Martina Franca”, composto da una serie di attività in programma promosse dalla Fondazione Paolo Grassi di Martina Franca. Dal 4 luglio al 30 settembre, nei saloni del Palazzo Ducale si potrà visitare la mostra Paolo Grassi …senza un pazzo come me, immodestamente un poeta dell’organizzazione… promossa dal Comune di Milano – Cultura, Palazzo Reale, Fondazione Paolo Grassi. Il si aprirà il 15 maggio a Martina Franca con Galileo nostro contemporaneo, laboratorio di analisi drammaturgica per studenti delle scuole secondarie con Giovanni Soresi e Michele Balistreri, e si concluderà il 30 ottobre con l’iniziativa Buon compleanno Paolo! Durante il festival (30 luglio) è in programma anche una giornata di studi dedicata a I libri di Paolo Grassi, sull’uomo di libri e di lettere il cui lascito è patrimonio della Bibliomediateca della Fondazione.

Nel 45° Festival della Valle d’Itria non mancano, di sabato, i “Concerti del sorbetto” (20 e 27 luglio, 3 agosto), e la domenica i “Concerti all’ora sesta” (21 e 28 luglio, 4 agosto).

In pieno clima grassiano, non poteva non esserci anche nel 2019 il Festival junior: C’era una volta… Robinson Crusoe (22 luglio), adattamento dall’omonima operetta di Offenbach sempre nello spirito celebrativo del grande musicista francese, testo con legami alla letteratura per l’infanzia, affidato ad Angela Lacarbonara e a Marco Bellocchio che seguono la preparazione dei piccoli interpreti.

Insomma, sarà un festival tutto da vivere a Martina Franca in quella storica ricorrenza di chi il festival l’ha voluto veramente.

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