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Sanità, anche Bari nella sperimentazione della tessera sanitaria per i senza dimora

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Il ministero della Salute prepara il decreto attuativo per estendere l’assistenza di base alle persone senza fissa dimora prive di residenza anagrafica. Bari rientra tra le città metropolitane coinvolte.

Anche Bari sarà coinvolta nella sperimentazione nazionale pensata per garantire la tessera sanitaria ai senza tetto e l’accesso alle cure di base a chi oggi resta escluso dal sistema per mancanza di residenza anagrafica. Lo ha annunciato il ministro della Salute Orazio Schillaci durante un’audizione parlamentare dedicata alle condizioni di sicurezza e al degrado urbano nelle città e nelle periferie.

Il provvedimento, ha spiegato il ministro, è contenuto in un decreto in fase di adozione da parte del ministero della Salute, d’intesa con il ministero dell’Economia e delle Finanze. Il testo servirà ad avviare programmi operativi sperimentali nelle città metropolitane, con l’obiettivo di costruire modelli nuovi di presa in carico per le persone senza fissa dimora.

Il nodo centrale riguarda l’accesso all’assistenza sanitaria. Chi non ha una residenza anagrafica, infatti, spesso resta fuori dall’iscrizione ordinaria al Servizio sanitario nazionale e incontra ostacoli concreti anche per ottenere prestazioni essenziali. La misura punta a colmare proprio questo vuoto, favorendo un percorso più semplice verso l’assistenza di base e una presa in carico continuativa.

Tessera sanitaria ai senza tetto: come funzionerà la sperimentazione

Il decreto conterrà linee di indirizzo operative per le città coinvolte e definirà anche la distribuzione delle risorse disponibili. L’idea è mettere in piedi una rete territoriale capace di lavorare in modo coordinato. Nel sistema dovranno entrare aziende sanitarie territoriali, medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, servizi sociali, enti del Terzo settore, volontariato e realtà civiche già attive sul territorio.

L’obiettivo non è soltanto amministrativo. La sperimentazione punta a raggiungere persone che, per ragioni burocratiche, economiche, sociali o culturali, hanno rinunciato o non sono riuscite ad accedere ai servizi sanitari. Il modello che il ministero intende testare dovrà quindi unire interventi sanitari, sociali e di prevenzione, con azioni capaci di arrivare direttamente nelle aree dove si concentra la maggiore fragilità.

Secondo quanto illustrato da Schillaci, i programmi saranno rivolti in via prioritaria alle persone in condizioni più gravi di marginalità, vulnerabilità o salute compromessa. Una particolare attenzione sarà riservata anche ai minori in età scolare, indicati tra i destinatari prioritari delle attività previste.

Bari tra le città coinvolte dal piano del ministero

Bari compare nell’elenco delle città metropolitane individuate per questa fase sperimentale insieme a Roma, Torino, Milano, Genova, Bologna, Firenze, Napoli, Venezia, Reggio Calabria, Cagliari, Sassari, Palermo, Catania e Messina.

Per ciascun territorio saranno fissati criteri di accesso, modalità di presentazione dei programmi operativi e procedure per la rendicontazione dei risultati. Le risorse verranno erogate dal ministero dell’Economia dopo il passaggio previsto in Conferenza Stato-Regioni.

Il ministero della Salute dovrà poi predisporre, ogni anno, una relazione tecnica riepilogativa da trasmettere al Governo. Nel documento saranno indicati il numero delle persone senza dimora iscritte negli elenchi delle aziende sanitarie locali, la quantità e la tipologia delle prestazioni erogate, le eventuali criticità emerse e i costi sostenuti.

Per Bari si apre così una fase che potrebbe incidere in modo concreto su un problema rimasto a lungo ai margini del dibattito pubblico: l’accesso alle cure per chi vive senza una casa e senza una residenza formale. La sperimentazione servirà a capire se il modello potrà essere esteso in modo stabile anche ad altri contesti regionali e nazionali.

Redazione Pugliapress

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