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Taranto, ancora una morte sul lavoro nell’indotto ex Ilva: UGL chiede sicurezza vera e 24 ore di sciopero

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Taranto, ancora una morte sul lavoro. Un operaio di 36 anni, impiegato in un’azienda dell’indotto dello stabilimento ex Ilva, ha perso la vita durante attività di manutenzione. La notizia riaccende l’allarme sicurezza in un territorio già provato.

In una nota firmata dal segretario regionale UGL Puglia, Marcello Fazio, il sindacato esprime vicinanza ai colleghi e alla famiglia. “A Taranto si continua a morire di lavoro”, afferma. Per il sindacato è un fatto inaccettabile.

Sicurezza al centro, anche al tavolo del 5 marzo

Fazio richiama quanto già sollecitato dal segretario nazionale UGL Metalmeccanici, Antonio Spera. Lo fa in vista della convocazione a Palazzo Chigi del 5 marzo. Secondo Fazio, la sicurezza della fabbrica deve essere tra le priorità dell’incontro.

Il segretario regionale parla di una nuova tragedia in un’area che vive da anni una crisi complessa. Cita crisi industriale, ambientale e occupazionale. E sostiene che non basta più parlare di buoni propositi.

“Accertamenti rapidi e rigorosi”

UGL chiede che sulla morte venga fatta piena luce. Domanda accertamenti rapidi e rigorosi. Chiede anche di individuare eventuali responsabilità.

Per Fazio, soprattutto nell’area ex Ilva, prevenzione e sicurezza devono diventare un parametro centrale. Devono guidare ogni scelta industriale. Anche quelle contrattuali e organizzative.

Dipino: “Una caduta dall’alto”

Sul dramma interviene anche Alessandro Dipino, segretario UGL Metalmeccanici Taranto. Ricorda che, a distanza di poco meno di due mesi, si torna a piangere un lavoratore. Indica in Loris la vittima di oggi. Parla di una caduta dall’alto.

Dipino pone alcuni quesiti. Chiede quanto tempo servirà per un piano strutturale di salvaguardia. Chiede anche quali siano state le risultanze della task force avviata dopo il precedente episodio. In particolare, chiede chiarimenti sulla verifica dei camminamenti dello stabilimento.

Sciopero immediato di 24 ore

Le segreterie tarantine di UGL Metalmeccanici e UGL Chimici hanno dichiarato 24 ore di sciopero. La decisione è stata presa in solidarietà con i lavoratori ex Ilva. Lo sciopero è stato proclamato con effetto immediato.

Cosa chiede UGL

Fazio sostiene che Taranto non può essere sinonimo di morte e precarietà. Critica anche gli appalti al massimo ribasso. Chiede un cambio di passo.

Tra le richieste indica controlli più stringenti. Chiede formazione continua e obbligatoria sulla sicurezza. Chiede un coinvolgimento reale delle rappresentanze sindacali. Invoca anche investimenti strutturali per mettere in sicurezza impianti, processi e appalti.

Per UGL, senza attenzione a sicurezza e salute non può esserci un rilancio sostenibile. Fazio conclude con una linea netta: nessuno dovrebbe uscire di casa per lavorare senza la certezza di poter tornare vivo. Il lavoro, ribadisce, deve dare dignità e futuro, non paura.

Redazione Pugliapress

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