Consiglio regionale, nomi e incarichi sul tavolo: la maggioranza cerca la quadra prima del 2 febbraio
Il Consiglio regionale entra nella fase decisiva delle trattative. Prima ancora dell’insediamento ufficiale, i partiti della maggioranza sono al lavoro per definire presidenza dell’aula, ufficio di presidenza e commissioni permanenti. La data cerchiata in rosso è il 2 febbraio, quando è convocata la prima seduta del nuovo Consiglio regionale dell’era Decaro.
Il confronto si apre oggi nel Partito democratico, primo partito in Consiglio regionale, che riunisce gli eletti per sciogliere la pre-intesa sul nome del prossimo presidente dell’assemblea. Salvo sorprese, la scelta dovrebbe cadere su Toni Matarrelli, in un’ottica di equilibrio territoriale e per dare visibilità a Brindisi, rimasta fuori dalla giunta regionale. Nel pacchetto di equilibri interni, il ruolo di capogruppo sarebbe destinato a Stefano Minerva.
Consiglio regionale, la partita delle commissioni
La trattativa più delicata riguarda la distribuzione degli incarichi, perché da lì passano tempi e priorità dei lavori dell’aula. Il Pd punta a quattro postazioni complessive, tra le sei presidenze di commissione e i due ruoli dell’ufficio di presidenza. In pole position ci sono soprattutto le donne rimaste fuori dalla giunta: la presidente uscente Capone e Vaccarella, la più votata tra i dem.
Se il Pd dovesse ottenere la quota più ampia, agli alleati resterebbero spazi ridotti. Nella lista Decaro, tra i nomi che circolano c’è quello del consigliere Spaccavento, indicato come possibile presidente della commissione sanità. Nel Movimento Cinque Stelle, invece, sono in corsa le consigliere Barone e La Ghezza.
Le trattative non si fermano alla maggioranza. Anche nel centrodestra la partita è aperta, con i gruppi di opposizione che devono ancora trovare un’intesa sui loro rappresentanti per la vicepresidenza del Consiglio regionale e per il segretario d’aula. L’accordo, secondo quanto filtra, sarebbe saltato più volte a causa di tensioni interne a Fratelli d’Italia, che in questa fase resta il gruppo più numeroso tra le opposizioni.
La seduta del 2 febbraio sarà quindi il primo test politico e organizzativo del nuovo Consiglio regionale. Da quelle scelte dipenderà la macchina d’aula: chi guiderà i lavori, quali commissioni partiranno subito e con quali priorità. Per i cittadini pugliesi, significa capire quanto rapidamente potranno arrivare decisioni e proposte su temi centrali come sanità, servizi e sviluppo regionale.
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