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Nuovo trial internazionale LIMIT: Lecce primo centro italiano coinvolto

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Città di Lecce Hospital è il primo centro in Italia coinvolto nel trial internazionale LIMIT. Lo studio mira a ridurre la terapia anticoagulante nei pazienti con protesi valvolari meccaniche. L’obiettivo è mantenere sicurezza ed efficacia. Il progetto è coordinato dall’Università di Hamilton, in Canada, e coinvolge centri cardiochirurgici in diversi Paesi.

Il trial verifica se un dosaggio più basso di anticoagulanti può dare gli stessi risultati clinici. In questo modo si punta anche a ridurre i rischi legati alla terapia. Tra questi rientrano le emorragie correlate all’assunzione del farmaco. La ricerca potrebbe migliorare la qualità di vita dei pazienti nel lungo periodo.

Ridurre la terapia anticoagulante: la sfida del trial LIMIT

Il trial LIMIT (Low INR to Minimize bleeding with mechanical valves Trial) nasce per affrontare un problema frequente nella cardiochirurgia. I pazienti con protesi meccaniche assumono anticoagulanti per tutta la vita. Questa terapia protegge dal rischio trombotico. Tuttavia può aumentare la probabilità di sanguinamenti se i valori non restano nel range corretto.

Secondo quanto spiegato dal responsabile dello studio in Italia, la ricerca vuole trovare un equilibrio migliore tra efficacia e sicurezza. Il trial punta a ridurre gli effetti collaterali mantenendo gli stessi benefici clinici.

“La terapia anticoagulante è indispensabile, ma comporta un rischio emorragico se il dosaggio non è perfettamente controllato. Con questo studio vogliamo verificare se sia possibile mantenere la stessa efficacia terapeutica riducendo la dose di farmaco, così da limitare gli effetti collaterali e migliorare la qualità di vita dei pazienti”.

Trial LIMIT: come funziona lo studio e quali pazienti coinvolge

Lo studio prevede la randomizzazione dei pazienti in due gruppi. Il primo gruppo assume un dosaggio ridotto di anticoagulante. Il secondo gruppo segue il dosaggio tradizionale. I ricercatori confrontano i risultati nel tempo. Valutano la sicurezza e la prevenzione degli eventi trombotici.

Se i dati confermeranno l’ipotesi, i medici potranno proporre un nuovo range di INR (International Normalized Ratio). L’intervallo potrebbe scendere a 1,5–2,5. Oggi le raccomandazioni indicano valori tra 2 e 3, a seconda dei casi.

Il trial include pazienti operati di recente e soggetti con protesi impiantata da oltre un anno. Ogni partecipante deve rispettare i criteri di eleggibilità. Il protocollo esclude alcune condizioni, tra cui gravidanza e comorbidità specifiche. Dal punto di vista pratico, i pazienti mantengono le stesse abitudini di controllo clinico. Cambia solo la quantità di anticoagulante prescritta.

Città di Lecce Hospital nel trial LIMIT: il ruolo del centro pugliese

Città di Lecce Hospital partecipa al trial LIMIT come primo centro italiano coinvolto. La struttura opera come centro di riferimento nazionale nel progetto. Il team della Cardiochirurgia conduce lo studio sul territorio. Il trial si sviluppa secondo un protocollo internazionale condiviso.

Il centro segue direttamente l’arruolamento e il monitoraggio dei pazienti. Raccoglie i dati clinici e li invia al coordinamento centrale. L’Università di Hamilton analizza le informazioni in modo centralizzato. Ogni centro partecipante contribuisce con una gestione indipendente dei pazienti.

Dati Agenas: volumi di intervento e indicatori clinici in Puglia

Secondo i dati Agenas – Programma Nazionale Esiti (PNE 2024), Città di Lecce Hospital rientra tra le strutture pugliesi con i maggiori volumi di ricovero nel 2024. Il riferimento riguarda gli interventi di valvuloplastica o sostituzione valvolare. La struttura contribuisce al 13,48% del totale regionale insieme ad altri centri del gruppo.

Il report Agenas segnala anche un indice di mortalità a 30 giorni tra i più bassi per la stessa tipologia di interventi. Il valore indicato è pari allo 0,55%. Il dato risulta in riduzione progressiva negli ultimi anni, con volumi di ricovero elevati nel biennio 2023–2024.

Prospettive: follow-up lungo e possibili ricadute sulle linee guida

Il trial LIMIT prevede un follow-up di circa dieci anni. Tuttavia i primi risultati potrebbero arrivare anche prima. Se il gruppo con dosaggio ridotto mostrerà esiti migliori, lo studio potrebbe interrompersi in anticipo per ragioni etiche. In quel caso, tutti i pazienti potranno accedere alla strategia considerata più sicura.

L’obiettivo resta chiaro: ridurre la terapia anticoagulante nei pazienti con protesi meccaniche. La ricerca mira a diminuire il rischio di emorragie senza ridurre l’efficacia del trattamento. I risultati potranno contribuire anche a un aggiornamento delle linee guida internazionali.

Redazione Pugliapress

PugliaPress Quotidiano cartaceo e online dal 7 dicembre del 2000 redazione@pugliapress.it direttore@pugliapress.it

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