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Emergenza idrica in Puglia: sorgenti -28% e invasi in rosso (-61%)

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Emergenza idrica in Puglia: sorgenti -28% e invasi in rosso (-61%)

L’emergenza idrica in Puglia assume ormai un carattere strutturale. Le sorgenti regionali registrano una disponibilità ridotta del 28% rispetto alla media dell’ultimo decennio. Anche il sistema degli invasi conferma la criticità: le riserve calano del 61%.

L’allarme arriva da un’organizzazione agricola regionale. La segnalazione si basa sui dati forniti dall’acquedotto regionale. Il quadro impone interventi organici per mettere in sicurezza la risorsa acqua.

La Regione ha dichiarato lo stato di emergenza per rischio da deficit idrico. Il provvedimento prevede misure straordinarie fino al 29 ottobre 2026. L’obiettivo è contenere gli effetti della siccità sui territori e sulle attività produttive.

Emergenza idrica in Puglia: sorgenti in calo e invasi ai minimi

I dati indicano un calo del 28% nelle sorgenti rispetto alla media decennale. Gli invasi segnano invece una contrazione del 61% delle riserve. Questo trend conferma che l’emergenza idrica in Puglia non è più episodica.

Il territorio soffre anche un limite infrastrutturale. Quando arrivano le piogge, l’acqua spesso non viene intercettata. La mancanza di sistemi di raccolta e stoccaggio favorisce la dispersione.

In una regione con carenza cronica, ogni precipitazione dovrebbe diventare una risorsa. Le analisi evidenziano invece che la rete attuale non riesce a valorizzarla pienamente.

Emergenza idrica in Puglia: richieste di un piano invasi e manutenzione

Il settore agricolo segnala un rischio concreto per la prossima campagna. La siccità potrebbe limitare le produzioni e frenare gli investimenti delle aziende. Per questo, viene richiesto un piano invasi e un programma di manutenzione.

Il presidente dell’organizzazione agricola regionale ha dichiarato: “La siccità rappresenta un’incognita pesantissima per la prossima campagna agricola, che si annuncia pesante e rischia di bloccare gli investimenti delle aziende”. Ha inoltre sottolineato la necessità di avviare un piano capace di garantire disponibilità idrica in modo stabile.

Anche il direttore regionale ha richiamato l’urgenza di interventi. Ha dichiarato: “In Puglia è fondamentale ripartire dalle opere incompiute e dagli interventi di manutenzione straordinaria”. Tra le priorità ha indicato una diga costruita negli anni Ottanta e mai entrata in funzione, oltre al recupero di una grande infrastruttura idrica in area jonica.

Bonifica: interventi ordinari e straordinari sulle opere pubbliche

Il tema riguarda anche la bonifica. Negli anni sono emerse nuove esigenze di manutenzione. Le opere pubbliche richiedono interventi ordinari e straordinari.

Secondo quanto segnalato, i costi non dovrebbero ricadere sugli utenti. Molte aziende e cittadini hanno già subito danni per mancata manutenzione negli ultimi anni.

Sostegni alle imprese: assicurazioni e gestione del rischio

Il settore agricolo chiede inoltre misure economiche rapide. Tra le richieste figurano l’accelerazione degli aiuti legati alle assicurazioni e una riforma della gestione del rischio.

Gli eventi climatici risultano sempre più frequenti e imprevedibili. Le imprese chiedono quindi strumenti più efficaci per tutelare le produzioni e programmare gli investimenti.

L’emergenza idrica in Puglia evidenzia indicatori critici su sorgenti e invasi. Le misure straordinarie resteranno in vigore fino al 29 ottobre 2026. Il quadro richiede una programmazione strutturale su invasi, raccolta delle acque piovane, manutenzione e sostegno alle aziende agricole.

Redazione Pugliapress

PugliaPress Quotidiano cartaceo e online dal 7 dicembre del 2000 redazione@pugliapress.it direttore@pugliapress.it

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