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Due tifosi del Taranto arrestati dopo i disordini al Dimitri di Manduria.

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Due giovani tifosi del Taranto, di 22 e 25 anni, sono stati arrestati in seguito ai disordini verificatisi al termine della gara di domenica scorsa contro l’Acquaviva. L’incontro, disputato allo stadio Stadio Nino Dimitri di Manduria, si è concluso con il risultato di 1-1. Secondo quanto emerso dalle indagini, coordinate dal pubblico ministero Rosalba Lopalco e condotte dagli agenti della Digos, i due giovani sono accusati di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Dopo aver esaminato i fatti e acquisito prove documentate anche da alcune immagini filmate, gli investigatori avrebbero riscontrato responsabilità chiare e circostanziate a loro carico. Per questo motivo, la Procura ha disposto nei confronti dei due indagati la misura degli arresti domiciliari. I disordini sono scoppiati al termine della partita, in quanto una parte della tifoseria rossoblù non ha gradito il risultato di parità. Dopo fischi e cori di protesta rivolti a dirigenti e giocatori, la tensione si è spostata all’esterno dell’impianto sportivo. Alcuni sostenitori hanno tentato di forzare il portone d’accesso agli spogliatoi, nel tentativo di raggiungere la squadra. L’intervento delle forze dell’ordine, schierate in assetto antisommossa, si è reso necessario per contenere la situazione ed evitare che la protesta degenerasse ulteriormente. In quel frangente, secondo la ricostruzione degli inquirenti, i due giovani arrestati avrebbero aggredito un agente della Digos,  dopo averlo strattonato, facendolo cadere a terra, uno dei due lo avrebbe colpito con un calcio al torace, provocandogli lesioni. Le autorità stanno proseguendo gli accertamenti per individuare eventuali ulteriori responsabilità. Non si esclude, infatti, che possano essere adottati altri provvedimenti nei confronti di altre persone coinvolte nei disordini del post-partita. L’episodio riaccende l’attenzione sul tema della sicurezza negli stadi e sulla necessità di garantire che le manifestazioni sportive restino momenti di aggregazione e confronto civile, lontani da ogni forma di violenza. Gianluca Ceresio

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