TARANTO – Riportiamo la nota stampa di Luciano Manna, promotore dell’iniziativa “Con il veleno nel sangue e il cuore in mano”, per raccogliere le firme necessarie alla presentazione dell’esposto contro ArcelorMittal (l’articolo completo a questo link)

“Domenica 3 febbraio dalle 10 alle 13 in Piazza della Vittoria a Taranto proseguirà la raccolta firme per sottoscrivere l’esposto che chiede alla Procura della Repubblica di Taranto di agire nei confronti di ArcelorMittal a seguito delle emissioni diffuse e non convogliate che ogni giorno e ogni notte si sprigionano dagli impianti del siderurgico.

Accanto a noi, in piazza per la raccolta delle firme, ci saranno anche i genitori del piccolo Giorgio. Loro hanno accolto questo invito, immediatamente e senza pensarci un attimo, perché oltre alla raccolta delle firme sono coscienti del fatto che la città ha ancora bisogno di dialogo concreto e ci sono persone che hanno bisogno di essere sensibilizzate in merito a ciò che viviamo ogni giorno.

Invito chiunque voglia scendere in piazza con noi, e gli organi di stampa, a rispettare la volontà di Carla e Angelo. Che ognuno, durante la raccolta firme, assuma un comportamento discreto e riservato che possa dare la possibilità ai genitori di Giorgio di poter scendere in piazza per lavorare come gli altri, per la città, per la gente e senza essere distolti dal loro impegno.

Non scendiamo in strada per una manifestazione o per un comizio, per discutere di qualcosa di chiuso o aperto, scendiamo in strada solo per una sacrosanta denuncia e per parlare con la gente: ecco, per fare questo dobbiamo prendere esempio dal sorriso di Giorgio e dal coraggio con cui ha percorso la sua strada sino ad oggi. Questo è il nostro bagaglio necessario per poter proseguire la sua strada, la nostra strada. Che il nostro “fare” sia da esempio per ognuno, perché questo “fare” non appartenga a una nicchia di persone. Difendere il diritto alla vita, alla salute, al lavoro, all’istruzione e alla cultura non è esclusiva degli ambientalisti ma è dovere di una cittadinanza che nel nome di Giorgio e nell’esempio di Carla e Angelo deve tornare al dialogo e al “fare”, per il bene di tutti e per il futuro dei nostri figli.”

© 2019, redazione. Tutti i diritti riservati

Lascia un tuo commento