Monitoraggio dei Carabinieri del Comando Provinciale di Brindisi per la tutela del bene collettivo della sanità pubblica, mediante individuazione di bonifica di tutti quei luoghi interessati al fenomeno dell’abbandono incontrollato di rifiuti. A marzo, con controlli quotidiani su tutto il territorio della provincia, sono stati documentati ben 42 siti interessati dall’abbandono dei rifiuti per i quali sono state interessate le Autorità preposte per le opere di ripristino e bonifica. Tali interventi, contribuiscono a restituire al territorio, quella bellezza paesaggistica che, purtroppo, troppo spesso, viene calpestata. Tali comportamenti, dequalificano il territorio, Pesanti sono le ripercussioni sanzionatorie per i trasgressori che saranno individuati. In particolare, la specifica condotta è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria fino a 3.000€ che vengono raddoppiati se lo sversamento riguarda rifiuti pericolosi (materiali infiammabili, corrosivi, di provenienza industriale, amianto, ecc.).

Per quanto concerne le discariche incontrollate costituite da accumuli di rifiuti all’interno delle piazzole di sosta, dei canali di scolo, sulle complanari e sulle scarpate oggetto di monitoraggio nei vari Comuni, le Stazioni Carabinieri competenti per territorio provvedono a segnalarne alle autorità competenti la loro presenza. Ogni Amministrazione comunale può imputare all’ente proprietario della strada l’omessa vigilanza, con gli obblighi di rimozione e smaltimento ed il ripristino dello stato dei luoghi. Infatti, vanno in questa direzione le pronunce da parte di alcuni T.A.R. (Campania, Puglia), riguardo la legittimità dei provvedimenti comunali che impongono all’ente gestore, per fini di tutela ambientale, di provvedere alla pulizia dai rifiuti abbandonati sulle strade statali in gestione e al relativo corretto smaltimento. I Tribunali amministrativi hanno affermato che in assenza dell’individuazione del responsabile, vada ascritta all’ente gestore a titolo di colpa, la mancata adozione delle misure necessarie volte ad evitare il deposito di rifiuti da parte di terzi, non avendo usato l’ordinaria diligenza che prevede un obbligo da parte del gestore di provvedere alla pulizia delle strade e delle loro pertinenze.

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