TARANTO – Nel pomeriggio di ieri si è svolto l’incontro in Prefettura organizzato dal prefetto Donato Cafagna, per discutere la situazione ambientale. In questa occasione, una delegazione di cittadini avrebbero cercato di accedere al tavolo tecnico. Successivamente avrebbero poi occupato simbolicamente Palazzo di Città, per chiedere un confronto con il sindaco Melucci. Riportiamo, nel merito della questione, il comunicato congiunto del comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti,  FLMUniti-CUB, Giustizia per Taranto, Tamburi Combattenti, Taranto Respira, Tutta Mia La Città, Associazione GiorgioForever, Comitato Niobe e liberi cittadini:

” Il 4 marzo, da piazza Masaccio – luogo simbolo del quartiere più inquinato l’Italia, i Tamburi – i tarantini hanno dichiarato guerra allo Stato. Per Taranto è iniziata la resistenza e ieri, a margine di un incontro in Prefettura con Arpa, Ispra e Comune, i tarantini sono scesi ancora una volta in piazza per chiedere che una delegazione di cittadini potesse presiedere al tavolo tecnico in corso. Consentito l’accesso a palazzo a 4 mamme ma l’ingresso nelle stanze del potere viene negato. All’esterno gli animi si scaldano e, per evitare ulteriori tensioni, i cittadini decidono di recarsi a Palazzo di Città ad attendere il rientro del Sindaco e dell’assessore, per essere finalmente ricevuti ed informati delle decisioni prese ancora una volta in loro assenza. L’esito dell’incontro viene successivamente analizzato in Prefettura, alla presenza del Prefetto e del Sindaco Melucci, – mentre l’Assessore Viggiano e il Presidente del consiglio comunale Lonoce sono chiamati a rendicontare l’incontro ai cittadini presenti nell’androne del Comune – con una delegazione di cittadini: i dati, seppure in leggero aumento, rientrano nel range previsto dalla norma, non si evidenzia nessun particolare pericolo per la salute dei tarantini. Destano preoccupazione i dati relativi alle centraline presenti nella Masseria Carmine, per cui è già stato richiesto un maggiore approfondimento ad Arpa e Ispra. Facciamo notare al Sindaco che a pochi metri dalla Masseria sono presenti le due sedi di Teleperformance, sottolineando il rischio a cui migliaia di lavoratori vengono esposti ogni giorno ma, purtroppo, senza ricevere risposta su eventuali azioni a tutela della popolazione che lavora sotto gli inquinanti prodotti dal siderurgico.Il Prefetto è convenuto sulla necessità di trasparenza in questi tavoli, aprendo a delegazioni di cittadini, a partire dal prossimo incontro. Incalzato da varie richieste, tra cui la necessità di riaprire l’AIA per chiederne una più stringente, si è reso disponibile a farsi portavoce con il Governo delle nostre istanze mediante la produzione di un documento.Resta aperta la questione collinette ecologiche: a tutt’oggi, non è dato sapere dove i circa 700 bambini delle scuole Deledda e De Carolis saranno ricollocati. Viene sollecitata la creazione del Registro Tumori ma per questo il Sindaco ci rimbalza alla Regione Puglia.Tra le altre cose, il Sindaco è convinto che al quartiere Tamburi si svolgano pulizie straordinarie di strade e piazze nei giorni precedenti e successivi ai wind days, come previsto dell’ordinanza sindacale n. 1 del 24 gennaio 2018, per cui non vi è da parte dell’amministrazione alcuna verifica,  considerato che le pulizie suppletive non vengono svolte ma il sindaco lo ignora.
L’impressione è quella di un Sindaco molto lontano dalla sua cittadinanza, nemmeno stavolta Melucci ha incontrato i manifestanti, definendoli in un comunicato ”violenti”, prendendo ancora una volta le distanze dai cittadini che dovrebbe rappresentare.Nessuna delle risposte ricevute ha convinto i cittadini che pertanto si sono autoconvocati a radunarsi venerdì mattina a partire dalle 8, sotto Palazzo di Città, con bambini al seguito, con indosso i grembiuli, per cui sarà tenuta simbolicamente una lezione.Le mamme del quartiere Tamburi invitano tutti i tarantini a partecipare al presidio.
Mentre la città manifestava, l’avv. Leonardo La Porta diffondeva una nota in cui si paventa la possibilità che l’immunità penale concessa ad Arcelor Mittal possa valere fino al 30 marzo 2019 e non fino al 23 agosto 2023. Ci chiediamo come mai il Governo parli solo adesso di intervenire sull’immunità penale nonostante, a più riprese, in questi 8 mesi se ne sia sollecitata la revoca. Perché per tutto questo tempo hanno negato la possibilità di poter agire sullo scudo penale – adducendo varie scuse, sotto il banale slogan delle “mani legate” – mentre oggi dichiarano che “nelle prossime settimane interverranno”? Sarà perché sono consapevoli che l’immunità penale sia giunta alla sua scadenza naturale?
Rinnovando l’invito delle mamme dei Tamburi a partecipare al presidio previsto per venerdì 8 marzo, rivolgiamo ai cittadini un appello ad unirsi alla lotta per la salvaguardia della salute. “

( Foto – Pagina Facebook “Taranto è lui”)

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