TARANTO – Il sindaco Rinaldo Melucci con ordinanza ha disposto la chiusura temporanea – fino al 31 marzo e fino a diversa disposizione – degli istituti scolastici Deledda e De Carolis nel quartiere Tamburi per consentire ulteriori accertamenti outdoor e indoor da parte di Asl e Arpa Puglia. “Ai piccoli di questa città dobbiamo chiedere perdono perché negli ultimi decenni non siamo stati in grado di garantire loro sicurezza, salute, una qualità della vita accettabile, forse nemmeno siamo stati in grado di costruire un futuro certo per loro, sebbene alcune cose stiano cambiando. Chiediamo scusa ai nostri piccoli – dice il sindaco Melucci – per i disagi che subiscono. Non è sempre facile ricevere dati definitivi, accettabili, distinti, sui rischi che la nostra popolazione corre. Questa città  per fortuna si sta rimettendo in moto. Ci prendiamo i nostri rischi. L’unico che non siamo mai disponibile a prenderci, anche quando residuale come in questo caso, probabilmente, é il rischio che può coinvolgere i nostri bambini”.

La vicinanza dei due istituti alle “collinette ecologiche” messe sotto sequestro a febbraio dai carabinieri del NOE di Lecce (l’articolo completo a questo link) ad una “enorme discarica abusiva di svariate tonnellate di rifiuti industriali derivanti dalle lavorazioni degli impianti del polo siderurgico quali la loppa, scorie d’altoforno ed altro che, esposti all’azione degli agenti atmosferici, hanno riversato nei terreni e nell’ambiente circostante, sostanze altamente tossiche e cancerogene come diossine, furani, PCB, idrocarburi e metalli vari” ha reso necessario il provvedimento emanato dal sindaco.

Nella giornata di sabato, il sindaco ha indetto una conferenza in cui ha comunicato la “sospensione con effetto immediato delle attività didattiche nei plessi Deledda e De Carolis fino al l0 marzo” e l’avvio di “ogni utile iniziativa per consentire il trasferimento dell’utenza scolastica in altri plessi, consentendo con decorrenza 11 marzo la ripresa delle attività didattiche”. Sono 708 gli alunni interessati oltre al personale scolastico.

Il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, intanto: “ha dato mandato a Ispra di interloquire immediatamente con Arpa per la validazione dei dati che sono stati diffusi in questi giorni. Sia per quanto riguarda le centraline sia per le diossine”. 

L’incremento dell’inquinamento è stato rilanciato in questi giorni dal report di Peacelink, che attesterebbe un aumento sia nella cokeria di ex Ilva, che nel rione Tamburi degli IPA cancerogeni ( con una misurazione effettuata nel bimestre gennaio-febbraio 2019) : “Nel mese di gennaio la centralina Arpa di via Machiavelli del quartiere Tamburi ha registrato un incremento degli IPA (idrocarburi policiclici aromatici) del 30%. Nel mese di febbraio degli IPA nella stessa centralina l’incremento è stato del 49%

Si passa da una media 16,6 ng/m3 (gennaio 2018) a una media di 21,5 ng/m3 (gennaio 2019). L’incremento è pertanto del 30%. Per febbraio si passa da 10,8 ng/m3 (febbraio 2018) a 16,1 ng/m3 (febbraio 2019). L’incremento è pertanto del 49%.” 

“In un anno il valore della diossina a Taranto è aumentato del 916%”, passando “da 0,77 picogrammi del 2017 a 7,06 picogrammi del 2018, molto vicino agli 8 picogrammi del 2009” quando nella “masseria Carmine furono prelevati 1.124 capi di bestiame per essere abbattuti”. 

Lo denunciano il coordinatore nazionale dei Verdi, Angelo Bonelli, e il consigliere comunale Vincenzo Fornaro, ex allevatore, riportando “i dati di Arpa Puglia”. Secondo i dati, “nella masseria Carmine si è passati da 0,77 picogrammi per metro quadro ‘Die’ ad un dato del 2018 pari a 7,06 picogrammi”. Bonelli e Fornero sostengono che “sono in aumento le diossine anche nell’area dell’agglomerato del siderurgico con un valore di 11 picogrammi, e nel quartiere Tamburi, in via Orsini, con valore pari 5,5 picogrammi”. “In altri paesi europei come Francia e Germania – sottolineano – i valori limiti sono pari a 5 e 4 picogrammi”.

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