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I Carabinieri della Compagnia di Manfredonia, nello specifico quelli della Stazione di Mattinata, hanno tratto in arresto nella flagranza del reato di rapina un minore, di 15 anni, responsabile in concorso morale e materiale con un altro minore, non imputabile perchè addirittura di soli 11 anni, entrambi di Mattinata, in quanto avevano appena rapinato di un telefono cellulare un altro minore, di 12 anni.

La triste vicenda ha avuto luogo nel piccolo Comune garganico l’altro ieri sera. Presso il Comando dei Carabinieri si erano presentati, immediatamente dopo il fatto ma non prima di aver allertato una pattuglia in servizio esterno dell’Arma, un ragazzo di 12 anni ed un amico di 11, accompagnati dai rispettivi genitori, per denunciare la subita rapina di un telefonino cellulare, avvenuta poco prima.

In particolare, dal racconto dei due minori era emerso che i due ragazzini erano usciti verso le 19.00 per andare a fare un giro in bicicletta. L’11enne aveva chiesto all’amico di tenergli il cellulare perché aveva le tasche troppo piccole e rischiava di perderlo, mentre lui aveva una felpa con le tasche abbastanza capienti. Poco dopo avevano sentito la voce di XXX1 e quella di XXX2 che si stavano avvicinando. Già per questo uno dei due ragazzi era scappato, spaventato dal sopraggiungere di XXX1, già denunciato per numerosi atti di bullismo nei suoi confronti. L’altro è invece stato raggiunto dai due bulli che dapprima gli hanno chiesto conto della loro “vittima preferita”, e dopo, non contenti, avendo capito che gli si era ormai sottratta, gli hanno insistentemente chiesto se avesse con sé il telefonino dell’altro. Nonostante il malcapitato avesse negato, XXX2 lo aveva afferrato con forza costringendolo ad aprire la tasca della felpa per controllare, strappandogli il telefono dell’amico, per poi consegnarlo a XXX1. I due gangster in erba, dopo questa bella dimostrazione di inferiorità, si erano allontanati insieme.

Nel frattempo la pattuglia di servizio esterno, opportunamente allertata con tempestività, ha rintracciato XXX1, fermandolo ed inviandolo a svuotare le tasche dei pantaloni, all’interno delle quali, i militari hanno trovato due apparecchi cellulari, uno di sua proprietà, ed un secondo, che il ragazzino aveva riferito essere di un suo amico. Gli immediati accertamenti hanno invece permesso di accertare chiaramente che quest’ultimo telefono era proprio quello sottratto al minore, nel frattempo privato della scheda microSD da 8gb, che XXX1 aveva già inserito nel proprio.

Al termine delle operazioni, ritenuta la flagranza di reato, i gravi  indizi di colpevolezza raccolti a carico del teppistello, la sua personalità, in quanto, nonostante la sua ancora tenera età già annovera  numerosi precedenti penali per reati contro il patrimonio e la persona, alcuni dei quali commessi anche prima degli anni 14, è stato dichiarato in stato di arresto per concorso in rapina.

Nell’occasione si è tra l’altro scoperto che il minore proprietario del telefono cellulare temporaneamente sottratto era già da tempo vittima di atti di bullismo da parte proprio di XXX1, sin dal 2011, con episodi che nel tempo sono divenuti sempre più gravi, passando da semplici minacce a percosse e infine a lesioni.

Per meglio comprendere la personalità del minore XXX1, qualche giorno fa lo stesso era stato trovato in possesso di un coltello a serramanico all’interno del cortile della scuola media di Mattinata, scuola frequentata tra l’altro anche dalla vittima di bullismo, a dimostrazione della sua capacità di dotarsi di oggetti atti ad offendere e di poter potenzialmente concretizzare le minacce in precedenza poste in essere.

Del provvedimento restrittivo operato nei confronti del minore è stata data notizia al Magistrato della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Bari la quale, alla luce di quanto riferito dai Carabinieri, ha disposto che il minorenne venisse condotto presso la propria abitazione familiare rimanendovi sottoposto alla misura della “Permanenza in casa”, in attesa che nei suoi confronti venisse disposto l’interrogatorio di garanzia e la convalida dell’arresto, avvenuto stamattina, e seguito dall’applicazione della misura cautelare del collocamento in una comunità.

 

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