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Verde urbano e florovivaismo pugliese, Coldiretti: “Comparto da 178 milioni”

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Il settore conta circa 2.000 aziende in Puglia. A Bari il confronto su salute, ambiente, città più vivibili e difficoltà legate a Xylella, costi e mercati esteri.

Il florovivaismo pugliese vale 178 milioni di euro e si conferma uno dei comparti più rilevanti dell’agricoltura regionale. Il dato è stato rilanciato da Coldiretti Puglia durante “Campagna Amica in Fiore”, nell’ambito del convegno dedicato al florovivaismo e al verde urbano ospitato a Bari, nella Sala Ex Mercato del Pesce di Piazza Ferrarese.

Al centro dell’incontro il ruolo delle piante e degli spazi verdi nelle città. Un tema che riguarda la qualità dell’aria, la riduzione delle temperature, il benessere delle persone e la rigenerazione urbana. Secondo Coldiretti Puglia, investire nel verde significa rafforzare le politiche ambientali e migliorare concretamente la vivibilità degli spazi pubblici.

Il florovivaismo pugliese vale 178 milioni

Il comparto regionale conta circa 2.000 aziende attive. Si tratta di imprese che producono valore economico, occupazione e presidio del territorio. Il settore, però, deve affrontare criticità pesanti: gli effetti della Xylella, le restrizioni fitosanitarie, l’aumento dei costi burocratici e le difficoltà commerciali, soprattutto sui mercati internazionali.

Negli ultimi dieci anni, secondo quanto emerso durante il confronto, la Xylella ha contribuito a ridurre i volumi produttivi di circa il 15%. Una flessione che pesa su un settore già chiamato a competere con produzioni estere e regole non sempre omogenee.

All’incontro hanno partecipato rappresentanti istituzionali, tecnici e operatori del settore, tra cui il presidente del Municipio I del Comune di Bari Annamaria Ferretti, la presidente di ANCI Puglia Fiorenza Pascazio, l’assessore allo Sviluppo Economico del Comune di Bari Pietro Petruzzelli, il landscape designer Gianni Birardi, il presidente del Distretto Florovivaistico regionale Giuseppe Caporale e l’assessore regionale all’Agricoltura Francesco Paolicelli.

Verde urbano, salute e qualità della vita

Durante il convegno è stato richiamato anche il contributo del verde negli ambienti chiusi. Una ricerca promossa da Coldiretti con il CNR-Istituto di Bioeconomia ha evidenziato che l’introduzione di specifiche piante nelle scuole può ridurre fino al 20% le concentrazioni di CO2 e del 15% le polveri sottili.

Per Coldiretti, il verde urbano non va considerato un elemento secondario dell’arredo cittadino, ma una componente delle politiche pubbliche su ambiente, salute e sostenibilità. Più alberi, piante e aree verdi significano città più fresche, aria migliore e spazi più adatti alla vita quotidiana.

Il presidente di Coldiretti Puglia Alfonso Cavallo ha sottolineato la necessità di strumenti concreti per sostenere le imprese che investono in innovazione, qualità e sostenibilità, tutelando il Made in Italy e chiedendo reciprocità negli scambi internazionali.

La richiesta che arriva dal mondo agricolo è chiara: riconoscere al florovivaismo un ruolo strategico non solo nella produzione, ma anche nella trasformazione delle città. Un settore che unisce economia, ambiente e cura del territorio, ma che ha bisogno di politiche stabili per affrontare le nuove sfide.

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