IL PROFUMO DEL RISCATTO TRA LE MURA DI MONZA: NASCE IL PANIFICIO CHE UNISCE L’ITALIA NEL SEGNO DELLA DIGNITÀ

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C’è un profumo che non conosce sbarre: quello del pane appena sfornato. È un odore che sa di casa, di famiglia e, da oggi, di libertà. All’interno della Casa Circondariale di Monza sta per accendersi un forno destinato a cambiare la vita di molti: un vero e proprio laboratorio di panificazione nato dalla visione della Cooperativa Sociale Cuore Unito.
UN PONTE TRA NORD E SUD: IL CUORE PULSANTE DEL PROGETTO
L’iniziativa porta la firma di un trio che ha fatto della solidarietà una missione di vita. A guidare il progetto è il presidente Francesco Tambasco, uomo da sempre vicino agli “invisibili”, affiancato dai soci e amici Rocco e Giuseppe Pecchia.
Un sodalizio che, pur operando nel cuore della Brianza, parla una lingua universale di riscatto che risuona con forza anche nelle piazze della Puglia, terra d’origine di tradizioni millenarie legate proprio all’arte bianca.
L’intesa è stata resa possibile grazie alla lungimiranza della Dott.ssa Cosima Buccoliero, direttrice dell’istituto penitenziario, da sempre in prima linea nel trasformare il carcere da luogo di mera espiazione a laboratorio di umanità.
NON SOLO PANE: UNA SCUOLA DI VITA CON CERTIFICAZIONE REGIONALE
Il progetto non si limita alla produzione artigianale. È un percorso formativo che mira a spezzare il circolo vizioso della recidiva:
- Formazione Professionale — I detenuti impareranno i segreti della lievitazione e della lavorazione delle farine.
- Certificazione Ufficiale — Al termine del percorso verrà rilasciato un attestato regionale riconosciuto, un vero “passaporto” per il lavoro esterno.
- Dignità e Lavoro — L’obiettivo è trasformare il tempo della pena in tempo di costruzione.
“Se una persona resta invisibile anche dopo aver pagato il suo debito, allora perdiamo tutti”, afferma con fermezza Tambasco. “Con questo panificio vogliamo insegnare un mestiere, ma soprattutto restituire la possibilità di ricominciare a testa alta.”
UN MODELLO PER IL PAESE
La scelta della panificazione non è casuale. Il pane è l’elemento primordiale che unisce le culture: dalla focaccia pugliese alla michetta lombarda.
Creare un’impresa sociale dentro un istituto di pena significa credere che il talento possa fiorire ovunque, se adeguatamente coltivato.
Per la Cooperativa Cuore Unito, questa iniziativa rappresenta una nuova e coraggiosa frontiera. L’auspicio è che il modello monzese possa diventare un esempio replicabile in tutta Italia, dimostrando che il lavoro è il più potente strumento di reinserimento sociale.
Mentre le macchine iniziano a girare e la farina a sollevarsi nell’aria, il messaggio è chiaro: per chi ha sbagliato, la seconda possibilità ha il calore di un forno acceso e la fragranza di una pagnotta condivisa.

Giornalista pubblicista. Collaboratore, a vario titolo, di altre redazioni sportive di giornali, radio e televisioni nazionali. Esperto di attività Audiovisive, fotografiche e cinematografiche (diploma don Orione di Roma 1985). Presentatore televisivo e radiofonico per varie emittenti locali e di eventi anche a carattere nazionale. Scrittore. E’ in uscita il suo terzo libro. Esperienza nelle attività di pubbliche relazione in ambito militare.























