Calcio

AUGURI MUTTI SENIOR, ICONA DI CALCIO VERO

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di Guglielmo De Feis

Prima dell’avvento del più noto Bortolo nel 1980, in maglia rossoblù – sette anni prima – fu la volta del fratello maggiore Tiziano, oggi 74 anni, terzino sinistro. Con una differenza sostanziale: smise presto col calcio per diventare commerciante di materiale edile a Trescore Balneario, nel bergamasco.

«Non ho lo stesso carattere di Lino e già quando giocavo non mi trovavo più a mio agio in quell’ambiente» racconta. «Ho anche dieci presenze in A col Como, ma a trent’anni ho smesso nei dilettanti bergamaschi e ho deciso di intraprendere con la mia famiglia la strada del commercio, attività che ho portato avanti per oltre sette lustri prima della pensione. Però mi fa piacere che vi ricordiate di me dalla vostra splendida città: facemmo un ottimo campionato e potevamo ambire alla Serie A».

Invernizzi, un maestro di vita

A Taranto lo portò Gianni Invernizzi.
«Io iniziai nelle giovanili dell’Inter ed ero un suo pupillo. Venivo dalla Lucchese in C e debuttai in B proprio con lui. Ricordo una rete spettacolare alla Reggina (2-0) e una rovesciata sulla linea che fece esplodere gli applausi. E poi quei tavoloni dello stadio: sembrava una roccaforte, gli avversari si impaurivano davanti a quel saltellare continuo dei tifosi. Devo tutto a Invernizzi, anche se parte del gruppo non lo capì e non ebbe rapporti facili con la dirigenza. Pagò forse il carattere ombroso tipico di noi lombardi, ma ci diede una mentalità vincente».

Poi arrivò Bagnoli

«Una persona eccezionale come poche. Uomo di poche parole e molti fatti, milanese doc. Retrocedemmo, ma le problematiche furono tante. Oggi Como ha una società fortissima, ma anche Bergamo ha costruito un progetto vincente, dal settore giovanile alla prima squadra. La progettualità fa la differenza».

Il fratello Lino, anni dopo

«Fui io a dirgli di venire da voi. A Taranto ero stato talmente bene che per due estati tornai a fare i bagni nel vostro splendido mare. Peccato che una città come la vostra, due volte più grande di Bergamo, stia in questi campionati innominabili. Ricordo il presidente Di Maggio, molto contestato, che a un certo punto dovette rinunciare a venire allo stadio. Ma era una persona seria e concreta, lo ricordo con affetto».

Un calcio diverso

«Era un altro calcio e non guadagnavi cifre tali da garantirti un futuro. Se mi dite che Nardello ha dovuto reinventarsi un lavoro o che Mario Biondi, persona meravigliosa, dovette uscire dal giro per anni, significa che bisognava farci i conti. Io stesso capii che il campo non mi apparteneva più e avviai la mia attività commerciale a inizio anni Ottanta. Mai pentito».

Lino, l’uomo di campo

«Lino è diverso da me: starebbe sul campo anche la notte. Vive di calcio, ama allenare e insegnare. Oggi lo fa coi nipotini. Era uno che non mollava mai. Siamo stati insieme all’Inter ad Appiano Gentile: una scuola di vita. Io ero nella Primavera con Bordon e Oriali, poi campioni del mondo. E da Bergamo sono usciti Scirea, che conoscevo bene, e Cabrini».

Il mito di Mino Favini

«Maestri come lui non ne nascono più. Lo conobbi a Como nel 1975, dove avevo al fianco Marco Tardelli. Favini aveva un fiuto per i giovani come pochi. La storia del settore giovanile dell’Atalanta e del calcio italiano poggia quasi interamente su questa icona».

Invernizzi e Bagnoli, due addii precoci

«Sono scelte di vita. Invernizzi aveva poca dimestichezza con la panchina e poi si dedicò all’azienda di famiglia nel ramo alimentare. Bagnoli era semplice e schietto, odiava le chiacchiere. Il suo scudetto a Verona resta un marchio indelebile del suo lavoro di uomo vero. Allenare non è facile: servono carattere, temperamento, pazienza. Oggi quasi impensabili».

Auguri, Tiziano Mutti: icona di un calcio vero, cuore rossoblù ancora oggi intenso.


Francesco Leggieri

Giornalista pubblicista. Collaboratore, a vario titolo, di altre redazioni sportive di giornali, radio e televisioni nazionali. Esperto di attività Audiovisive, fotografiche e cinematografiche (diploma don Orione di Roma 1985). Presentatore televisivo e radiofonico per varie emittenti locali e di eventi anche a carattere nazionale. Scrittore. E' in uscita il suo terzo libro. Esperienza nelle attività di pubbliche relazione in ambito militare.

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