Ambiente TarantoCronaca TarantoEvidenza Taranto

Taranto, nuove denunce sul Mar Piccolo: “Prelievi di cozze e pesca illegale”

Pubblicità

Presentato un esposto alle autorità competenti su presunti prelievi irregolari di mitili e pesca di novellame in area sensibile.

Una nuova denuncia sul Mar Piccolo di Taranto riporta l’attenzione su presunti illeciti nel settore della mitilicoltura e della pesca. Al centro dell’esposto ci sono alcune attività documentate con fotografie scattate l’8 aprile, ora finite all’attenzione delle autorità competenti.

Il primo caso riguarda il prelievo di cozze dal primo seno del Mar Piccolo. Secondo quanto segnalato, l’attività sarebbe avvenuta oltre il termine fissato dall’ordinanza regionale che aveva prorogato al 31 marzo la scadenza per lo spostamento dei mitili da quell’area. Nella denuncia viene inoltre richiamato un altro obbligo: ogni movimentazione di cozze nel primo seno dovrebbe essere dichiarata alla Asl.

Non è l’unico episodio indicato nell’esposto. Viene richiamata anche la precedente segnalazione relativa alla presunta reimmersione nel Mar Piccolo di cozze provenienti dalla Grecia e dall’Adriatico, ritenuta in contrasto con l’ordinanza sindacale in vigore. Un fatto che, se accertato, aprirebbe nuovi interrogativi sui controlli e sulla tracciabilità del prodotto.

Denuncia Mar Piccolo Taranto, cosa viene contestato

La seconda parte della segnalazione riguarda invece la pesca di novellame a poca distanza dalla base della Marina Militare. Anche questo episodio viene descritto come una violazione grave, sia per il rispetto delle norme sulla pesca sia per il contesto delicato in cui sarebbe avvenuto.

Il punto, però, va oltre i singoli fatti. La denuncia Mar Piccolo Taranto riapre infatti il tema della concorrenza sleale nel comparto marittimo. Da una parte ci sono operatori che affrontano costi, concessioni, adempimenti sanitari e controlli per restare in regola. Dall’altra, secondo quanto denunciato, continuerebbero attività abusive capaci di alterare il mercato e di mettere in difficoltà chi lavora legalmente.

Mitilicoltura, controlli e danni al commercio legale

Il problema tocca due piani. Il primo è ambientale, perché il Mar Piccolo resta un’area fragile, già segnata da criticità note e da una gestione complessa del ciclo produttivo dei mitili. Il secondo è economico: le irregolarità, se confermate, finiscono per colpire direttamente le imprese che rispettano norme e autorizzazioni.

Nel comparto della mitilicoltura tarantina il peso delle regole è concreto. Chi investe per ottenere una concessione e mantenere attiva l’attività deve sostenere spese importanti e lavorare in un quadro di prescrizioni rigide. Per questo ogni abuso, oltre a rappresentare una possibile violazione di legge, diventa anche un danno per il commercio regolare.

L’esposto chiede ora un intervento chiaro da parte delle istituzioni e degli organi di controllo. Saranno gli accertamenti a verificare quanto denunciato. Resta intanto una questione di fondo: nel Mar Piccolo la legalità non può restare uno slogan, soprattutto in un settore che incide sull’ambiente, sul lavoro e sull’economia della città.

Redazione Pugliapress

PugliaPress Quotidiano cartaceo e online dal 7 dicembre del 2000 redazione@pugliapress.it direttore@pugliapress.it

Articoli Correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pulsante per tornare all'inizio