Barletta, crediti falsi sul “bonus Renzi”: un arresto e sequestri milionari
In carcere l’amministratore di una società edile. Un secondo indagato è a piede libero. Sequestrati beni e rapporti finanziari per oltre un milione di euro.
Avrebbe usato crediti d’imposta inesistenti legati al bonus Renzi per compensare tasse e ottenere rimborsi non dovuti. È questa l’accusa al centro dell’indagine che ha portato in carcere l’amministratore di una società edile di Barletta. Un secondo uomo risulta indagato a piede libero.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il sistema si sarebbe basato su falsi crediti fiscali collegati al bonus destinato ai lavoratori dipendenti con reddito lordo entro i 28mila euro. Il beneficio veniva anticipato dal datore di lavoro e poi recuperato in dichiarazione. Proprio su questo meccanismo, secondo l’accusa, sarebbero stati costruiti crediti non reali usati per evitare il pagamento delle imposte.
L’inchiesta ipotizza che i rimborsi ottenuti siano stati poi trasferiti verso società riconducibili agli indagati. Per questo, oltre alla presunta frode fiscale, vengono contestati anche reati legati al riciclaggio e all’autoriciclaggio.
Bonus Renzi e crediti d’imposta sotto inchiesta
Il punto centrale dell’indagine riguarda l’utilizzo del bonus Renzi per generare crediti fiscali ritenuti fittizi. Quei crediti sarebbero stati portati in compensazione, riducendo o azzerando i versamenti dovuti al Fisco. Un meccanismo che, secondo gli investigatori, avrebbe prodotto un danno diretto per l’Erario.
Sequestri per oltre un milione a Barletta
Contestualmente all’arresto, è stato eseguito anche un sequestro di beni per un valore complessivo di poco superiore a un milione di euro, somma ritenuta pari ai crediti d’imposta ottenuti illecitamente. Il provvedimento ha riguardato un immobile, cinque auto, 32 conti correnti e partecipazioni societarie riconducibili ai due indagati.
L’indagine prosegue per chiarire i singoli ruoli e il percorso del denaro. Al momento restano l’arresto dell’amministratore, l’iscrizione di un secondo indagato e il sequestro patrimoniale disposto dagli investigatori.

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