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Gasolio agricolo a 1,67 euro, Cia Puglia: aziende verso il blocco

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L’organizzazione lancia l’allarme sui rincari di carburanti, fertilizzanti e fitofarmaci: “Credito d’imposta già svuotato dagli aumenti”. Chiesto alla Regione un intervento urgente.

Il gasolio agricolo in Puglia ha raggiunto quota 1,67 euro al litro e per molte aziende il rischio di fermare le lavorazioni è ormai concreto. A denunciare la situazione è Cia Agricoltori Italiani Puglia, che parla di costi fuori controllo e di un sistema produttivo vicino a un limite critico, mentre in campagna restano da completare interventi obbligatori e urgenti.

Secondo quanto riferito dall’organizzazione, fino a prima dell’esplosione della crisi internazionale il prezzo del carburante agricolo era attorno ai 90 centesimi al litro. Dopo i primi contraccolpi è salito a 1,20 euro, fino ad arrivare agli attuali 1,67 euro. Un incremento che pesa direttamente sulle attività quotidiane delle imprese, già alle prese con l’aumento di fitofarmaci e fertilizzanti.

A rendere il quadro ancora più pesante è il calendario delle lavorazioni. In Puglia restano infatti gli ultimi giorni utili per gli interventi obbligatori di contrasto alla Xylella. Il rincaro del carburante colpisce in modo particolare il Salento, ma le conseguenze si estendono anche al resto della regione, dove le misure di prevenzione e contenimento del batterio interessano ormai, in forme diverse, ampie aree del territorio.

Cia Puglia segnala inoltre un altro elemento di forte preoccupazione: i problemi di approvvigionamento. Alcuni fornitori, spiega l’associazione, avrebbero già iniziato a comunicare una prima forma di razionamento nella distribuzione del gasolio. Una prospettiva che rischia di complicare ulteriormente il lavoro delle aziende, proprio nella fase in cui i mezzi agricoli devono restare operativi.

Gasolio agricolo in Puglia, l’allarme di Cia

Il presidente di Cia Puglia, Gennaro Sicolo, chiede un intervento immediato a più livelli. Da una parte Governo e Unione europea, chiamati ad adottare misure per evitare il blocco dell’attività agricola. Dall’altra la Regione Puglia, alla quale viene chiesto un provvedimento straordinario di sostegno per affrontare l’emergenza.

Cia riconosce l’importanza dell’ultimo intervento del Governo sul credito d’imposta, misura sollecitata anche dalle organizzazioni agricole. Per Sicolo, però, quel sostegno rischia di diventare insufficiente in tempi molto rapidi, perché assorbito dai continui rincari del gasolio. Il risultato è che le aziende continuano a sostenere spese sempre più alte senza riuscire a recuperare margini.

Danni del maltempo e costi in aumento

Il caro carburante si inserisce in un contesto già molto difficile. In tutta la Puglia, dal Foggiano al Salento, il settore agricolo arriva da settimane segnate dal maltempo. Nel nord della regione restano centinaia di ettari allagati e diverse aziende, soprattutto nell’area dei Monti Dauni, devono fare i conti con collegamenti interrotti, fango e detriti. Danni alle colture sono stati segnalati anche nel Brindisino, nel Tarantino, nell’area metropolitana di Bari, nella Bat e nel Salento, dove nelle scorse settimane si sono sommati anche vento forte e grandine.

Per Cia Puglia il problema non riguarda più singole zone o singole colture, ma l’intero comparto regionale. I maggiori costi di produzione, sommati ai danni subiti nei campi, riducono ulteriormente la tenuta economica delle imprese.

Su questo fronte, l’organizzazione ricorda anche l’esposto presentato il 21 marzo al Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Bari per segnalare possibili manovre speculative dietro l’aumento dei prezzi di gasolio, materie prime e fertilizzanti.

Il timore espresso da Cia è che a pagare il conto siano, insieme agli agricoltori, anche i consumatori. Le aziende producono con margini sempre più ridotti e spesso facendo ricorso all’indebitamento, mentre sugli scaffali i prezzi restano alti. Per questo l’associazione torna a chiedere risposte immediate: senza interventi rapidi, il rischio è che una parte del sistema agricolo pugliese non riesca più a sostenere costi ormai considerati insostenibili.

Redazione Pugliapress

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