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Auto rubate scoperte a Taranto: sequestrata centrale di ricettazione

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Auto rubate e scoperte a Taranto torna al centro della cronaca dopo il sequestro eseguito dai Carabinieri Forestali nella periferia del capoluogo jonico. I militari hanno scoperto un’area usata per smontare veicoli, accumulare componenti e gestire rifiuti speciali senza autorizzazioni ambientali.


Auto rubate e scoperte Taranto torna al centro di un’operazione dei Carabinieri Forestali, che hanno scoperto una presunta centrale di ricettazione nella periferia della città. Il controllo ha permesso di individuare un’autodemolizione illegale con una discarica abusiva di parti meccaniche e carrozzerie.

L’operazione è stata condotta dal Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale di Taranto con il supporto del Nucleo cittadino. Decisivo anche l’impiego di un drone di ultima generazione. Durante il sopralluogo, i militari hanno sorpreso un uomo mentre smontava due auto nel cortile esterno di un piccolo fabbricato.

Nell’area recintata, estesa per circa 500 metri quadrati, i Carabinieri Forestali hanno trovato migliaia di parti di veicoli. C’erano sportelli, paraurti, cofani, ruote, motori e altri componenti meccanici. Una parte del materiale era accatastata a cielo aperto. Altri pezzi si trovavano invece all’interno dei locali.

Auto rubate e scoperte a Taranto, cosa hanno trovato i Carabinieri Forestali

Sul posto i militari hanno individuato anche una dozzina di veicoli. Alcuni erano senza targa. Quasi tutti apparivano in stato di abbandono. Due auto, però, erano in fase di smontaggio. I controlli su targa e telaio hanno confermato che quei mezzi risultavano rubati nelle settimane precedenti.

Gli accertamenti hanno fatto emergere anche la presenza di parti di carrozzeria tagliate, di colore e modello diversi rispetto ai veicoli trovati nell’area. Secondo gli investigatori, il sito sarebbe stato gestito dal titolare di un garage operante in città, senza alcuna autorizzazione ambientale.

L’uomo avrebbe smontato veicoli di provenienza lecita e illecita per rivendere i pezzi. Il materiale rimasto invenduto sarebbe stato lasciato sul terreno, alimentando una discarica abusiva di rifiuti fortemente inquinanti. L’area, inoltre, era priva di sistemi per la raccolta e il contenimento di liquidi e oli pericolosi. Questa condizione avrebbe aumentato il rischio di contaminazione del suolo e del sottosuolo.

Per questi fatti, i Carabinieri Forestali hanno denunciato alla Procura della Repubblica di Taranto, fatta salva la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva di condanna, un cittadino italiano di 56 anni. Le ipotesi di reato riguardano l’autodemolizione abusiva, la discarica illegale e il presunto reato di ricettazione. L’intera area, i veicoli e i rifiuti speciali sono stati sequestrati.

Redazione Pugliapress

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