Calcio

MAURO VIVIANI: “TARANTO NEL CUORE, CHE EMOZIONE RIVEDERE TANTI GIOVANI IN CAMPO”

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di GUGLIELMO DE FEIS


Domenica e lunedì Mauro Viviani è stato ospite d’onore a Manduria, allo stadio “Dimitri”, in occasione di un torneo di Carnevale riservato alle categorie Pulcini ed Esordienti di diverse scuole calcio della provincia, compresa quella di Gianfranco Degli Schiavi, presente all’evento. Il 76enne tecnico toscano, livornese doc e allenatore del Taranto per cinque mesi nella stagione 1997-98 in Serie D, ha così rispolverato la sua antica passione per la città e per la sua gente.

«La Puglia è una terra bellissima, torno sempre volentieri. Sono amico di Enver Doci e quando mi chiama vengo con immenso piacere. Vedere tanta passione nei bambini che giocano a calcio mi emoziona e, se vogliamo, commuove anche un po’. Il calcio è di tutti e deve restare un divertimento, anche se lo studio viene sempre prima».

Nella sua vita un’icona assoluta: il “Presidentissimo” del Pisa, Romeo Anconetani, al quale Viviani ha dedicato vent’anni fa il libro Il Signor Nessuno ed il Presidente.
«Non finirò mai di ringraziarlo, anche se il suo carattere particolare ci portava talvolta a divergere. Mi trovò squadra nel 1973, poi mi fece entrare nello staff tecnico del Pisa e successivamente mi nominò vice allenatore. Di calcio ne capiva più di tanti altri, lo porto sempre nel cuore».

Oggi Viviani è consulente della FIGC e partecipa a raduni di giovani calciatori in tutta Italia.
«Lo faccio da anni, è un rapporto a chiamata che mi piace molto. Incontrare i bambini che iniziano questo percorso è sempre bello. Manduria ha tanta passione e ottimi talenti, anche nel femminile. Sul sintetico del “Dimitri” è ancora più piacevole vedere le partitelle a campo ridotto. La città è splendida, la gente accogliente e si mangia benissimo. Non ho visto però il Taranto domenica: vederlo in Eccellenza è un pugno nello stomaco, la città non merita queste amarezze».

Il suo percorso iniziò nel settore giovanile del Pisa, in un calcio molto diverso da quello attuale.
«I vivai hanno perso smalto. Le regole sono cambiate, c’è tanto spazio per gli stranieri e questo genera rabbia. Ci sono molti aspetti da rivedere. Io, ad esempio, non ho mai avuto un procuratore: una figura che Anconetani contestava, ma che oggi è diventata importante».

Nella sua carriera ha lavorato anche con un altro presidente “particolare”, Luciano Gaucci.
«Un personaggio difficile, ma capace di scovare talenti. Ha vinto due scudetti Primavera con Giannattasio e lanciato giocatori come Gattuso, Grosso e Materazzi. Ha portato il Perugia in Europa e dato fiducia a un giovane Serse Cosmi. Quando arrivai da voi, si parlava di un suo possibile approdo a Taranto: avrebbe fatto bene anche lì».

Viviani non ha mai nascosto che la sua carriera in panchina avrebbe potuto avere un altro sviluppo.
«Ho avuto sfortuna: società che non pagavano, situazioni delicate come il fallimento del Pisa nel ’94. Ero vice a Perugia con Castagner e Anconetani mi rivolle, ma Gaucci mi negò il premio promozione in B. Poi tornai comunque in Umbria, prima da vice e poi da allenatore per tre mesi. Oggi per fare carriera servono anche gli agganci giusti, duole dirlo ma è così».

Da anni scrive libri tecnici dedicati agli aspiranti allenatori.
«Mi piace insegnare calcio e spiegare quali direttive seguire. È una strada che sembra facile, ma è tortuosa in ogni suo aspetto».

A fine luglio compirà 77 anni, ma l’entusiasmo è quello di sempre.
«Ho un’età, certo (ride), ma accetto sempre con piacere le chiamate della Federazione. Stare sul campo mi piace ancora come quarant’anni fa. Spero di vedere il nuovo stadio di Taranto: io e mia moglie portiamo questa città nel cuore. Fu una parentesi difficile, sul campo e a livello societario, ma i tifosi mi hanno sempre voluto bene. E questo, ancora oggi, mi rende felice».


Francesco Leggieri

Giornalista pubblicista. Collaboratore, a vario titolo, di altre redazioni sportive di giornali, radio e televisioni nazionali. Esperto di attività Audiovisive, fotografiche e cinematografiche (diploma don Orione di Roma 1985). Presentatore televisivo e radiofonico per varie emittenti locali e di eventi anche a carattere nazionale. Scrittore. E' in uscita il suo terzo libro. Esperienza nelle attività di pubbliche relazione in ambito militare.

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