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Fondi europei in Puglia, Uil: “Speso solo l’8,7%. Per la transizione appena l’1,8%”

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C’è una “colpevole e ingiustificata lentezza” nell’utilizzo dei fondi europei in Puglia. A oltre tre anni dall’avvio della programmazione 2021-2027, la spesa resta ferma all’8,7%. Ancora più basso il dato sulla giusta transizione, che a livello nazionale si attesta all’1,8%.

A denunciarlo è la Uil Puglia, che ha analizzato i dati del Dipartimento Politiche di Coesione.

Fondi europei in Puglia: i numeri della spesa

Secondo il monitoraggio del servizio Lavoro, Coesione e Territorio della Uil, la Puglia dispone di una dotazione certificata pari a 5.577.271.655 euro. Finora ne ha spesi 485.542.912.

La percentuale si ferma così all’8,7%. Peggio fanno solo Sicilia, con il 7,3%, e Campania, con l’8,5%.

Il confronto con altre regioni evidenzia il divario. Il Friuli Venezia Giulia raggiunge il 22,4%. L’Emilia-Romagna arriva al 17%.

I dati riguardano il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, il Fondo Sociale Plus e il Fondo per la Giusta Transizione, che interessa anche l’area di Taranto.

L’accusa della Uil sulla gestione dei fondi europei in Puglia

Il segretario generale della Uil Puglia, Stefano Frontini, parla di incapacità di invertire la rotta. Secondo il sindacato, la Regione non riesce a trasformare le risorse in interventi strutturali su occupazione, servizi e coesione sociale.

Frontini chiede un cambio di passo immediato. Invita la nuova amministrazione regionale a rafforzare la capacità amministrativa e a coinvolgere le parti sociali. Le risorse europee, sostiene, devono diventare una leva concreta di sviluppo e competitività.

Transizione e fondi europei: spesa ferma all’1,8%

La Uil punta l’attenzione anche sui programmi nazionali. In particolare sulla giusta transizione.

Dopo anni di dibattito, la quota di fondi spesi per questa misura raggiunge appena l’1,8%. Gli altri programmi registrano percentuali comprese tra il 13% e il 16%.

Per il sindacato, la transizione non riguarda solo innovazione tecnologica ed energia. Deve includere anche una dimensione sociale e occupazionale. L’obiettivo è tutelare lavoratori e diritti, senza lasciare indietro nessuno.

Cosa significa per cittadini e lavoratori

Secondo la Uil, la lentezza nella spesa dei fondi europei in Puglia produce effetti concreti. Ritarda investimenti, servizi e opportunità di lavoro.

In una fase segnata da crisi economiche e sociali, perdere tempo significa perdere occasioni di crescita.

Il rischio, conclude Frontini, è sprecare un’opportunità decisiva per costruire nei prossimi dieci anni una Puglia più competitiva e sostenibile.

Redazione Pugliapress

PugliaPress Quotidiano cartaceo e online dal 7 dicembre del 2000 redazione@pugliapress.it direttore@pugliapress.it

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