Rossella Brescia a Verissimo: “Mi disse che ero brutta”

L’artista martinese ha raccontato a Verissimo un passaggio delicato dei suoi inizi a Miss Italia

Rossella Brescia a Verissimo: “Mi disse che ero brutta”. È questa la frase che ha fatto discutere durante l’intervista andata in onda domenica, quando l’artista martinese ha ripercorso gli inizi della sua carriera e il passaggio al concorso di Miss Italia.
Confesso che, guardando Verissimo, ho provato una sensazione doppia.
La prima è stata un sorriso di compiacimento: vedere proiettata alle spalle di Rossella Brescia una fotografia che la ritraeva sul palco di Portici d’Estate, mentre io la premiavo, dopo la vittoria della fascia di Miss Sorriso Puglia. E è stato un tuffo in un tempo che non torna più.
La seconda sensazione è arrivata pochi minuti dopo, quando ha raccontato che, durante la sua esperienza a Miss Italia, un responsabile regionale le avrebbe detto che era “brutta, brutta, brutta”, e quella frase è stata accompagnata proprio da quell’immagine, qualcuno ha immediatamente associato le due cose: la foto ed il collegamento tra me ed il concorso
Il mio telefono ha iniziato a squillare. “Ma sei stato tu? dall’altra parte”
No. Non sono stato io. E soprattutto la storia non è andata così. Non sono mai stato responsabile regionale di Miss Italia, ma stretto collaboratore di Enzo Zambetta.
Prima della televisione, prima della radio, prima del successo nazionale, Rossella Brescia era allora una ragazza di Martina Franca che faceva danza, studio, sacrificio, disciplina. Il suo mondo era la sala prove.
All’inizio degli anni Novanta salì per la prima volta su un palco importante: quello di Portici d’Estate, manifestazione che ho organizzato per trent’anni tra Martina Franca, Taranto e Margherita di Savoia, portando oltre trecento grandi artisti italiani e internazionali

Su quel palco sono passati nomi come Barbara Bouchet, Dalila Di Lazzaro, Corinne Cléry, Alba Parietti, Valeria Marini, Franco Nero, Giancarlo Giannini, Carlo Verdone, Totò Cutugno, Giorgia e tanti altri protagonisti del cinema, della musica e della televisione italiana. Non era una semplice rassegna estiva di mida. Era un laboratorio di spettacolo nel cuore della Puglia che poi si spostò, prima a Taranto e poi anche a Roma.

In quell’edizione di Portici d’estate, inserii anche una selezione ufficiale di Miss Italia che assegnava il titolo regionale di Miss Sorriso Puglia. Quella fascia la vinse Rossella Brescia.

Ed è da lì che bisogna partire. Il concorso di Miss Italia, allora aveva parametri molto rigidi. Non bastava essere belle. C’erano criteri tecnici precisi. L’altezza minima superiore al metro e settanta era uno standard ufficiale nelle fasi avanzate. E poi c’era la postura: portamento da passerella, modo di camminare, impostazione da modella.


Rossella era – ed è – una ballerina molto brava. La postura di una ballerina è diversa rispetto una modella. Più tecnica, più costruita, diversa dall’andatura richiesta a una miss da sfilata, questo secondo il compianto Enzo Zambetta, allora responsabile regionale di Miss Italia, con il quale ho lavorato a lungo e dal quale ho imparato l’organizzazione degli eventi.
Nello staff di Zambetta lavoravano persone che poi avrebbero costruito carriere importanti, come Lucia Gernome, Bianca Guaccero, e Uccio De Santis, presenza costante in quell’ambiente creativo.

Su questi aspetti Zambetta espresse delle perplessità tecniche. Non un giudizio estetico. Non una frase offensiva. Mai. Erano osservazioni riservate, legate all’aderenza a un regolamento. L’altezza e la postura erano parametri oggettivi del concorso, non opinioni personali.
Naturalmente, sostenevo Rossella con convinzione. Era uscita da Portici d’Estate, rappresentava Martina Franca, rappresentava una manifestazione che aveva appena iniziato a far parlare di sé. E soprattutto era talentuosa, scenica, determinata.

Alle prefinali nazionali, la gestione passava interamente alla giuria. Il responsabile regionale non aveva alcuna voce in capitolo in quella fase. E fu proprio lì che Rossella Brescia, pur essendosi presentata, decise di non partecipare alla fase conclusiva. Una scelta sua. Non una bocciatura. Non una frase umiliante.
Nello stesso periodo, Portici d’Estate ospitava artisti del Bagaglino del Salone Margherita di Roma. Tra loro c’era Laura Troschel.
Fu in quell’occasione che suggerimmo all’ allora compagna di Pingitore che era il regista e produttore del Bagaglino affinché l’artista pugliese venisse inserita nel corpo di ballo dello spettacolo del sabato sera in onda sulla RAI. IL resto è storia anche se spesso dimenticata o modificata

L’anno successivo Rossella Brescia tornò a Portici d’Estate con una consapevolezza diversa. Non più solo come giovane vincitrice di una fascia regionale, ma come artista in ascesa. Un ritorno che apprezzai molto, perché significava che quel palco non era stato un episodio, ma un punto di partenza.

Nel frattempo, da quello stesso palco, muoveva i primi passi anche Beppe Convertini, oggi volto fisso e riconoscibile di Rai Uno, che negli anni ha voluto essere una presenza costante negli eventi da me organizzati, segno di un legame mai interrotto con quel primo trampolino.
L’episodio raccontato da Rossella Brescia a Verissimo: “Mi disse che ero brutta” ha inevitabilmente riacceso i riflettori su quel periodo.
E allora torniamo alla frase. “Mi dissero che ero brutta, brutta, brutta.”
No. Enzo Zambetta non ha mai detto una cosa simile. Mai in pubblico, mai in privato. Chi lo ha conosciuto sa che era un uomo diretto, esigente, ma corretto. Le sue osservazioni riguardavano parametri del concorso, non giudizi offensivi.
Forse, a distanza di tanti anni, un ricordo può confondersi. Forse una giovane ragazza che si affacciava ad un mondo grande e improvviso può aver vissuto come più duro un confronto tecnico. Succede. Ma trasformarlo in un insulto è un’altra cosa.
Ma cosa c’è davvero dietro quella frase pronunciata da Rossella Brescia a Verissimo: “Mi disse che ero brutta”?

Io c’ero. E so come andarono le cose. Non così come vengono raccontate, e soprattutto raccontare quell’episodio con una foto mia, fornita alla redazione di Verissimo come se volesse sortire un effetto negativo.
Ma Rossella Brescia resta un orgoglio martinese e pugliese. Un’artista poliedrica che ha scelto la danza come strada principale, che ha brillato in televisione, e che ha lasciato il segno in radio su RDS con ironia e intelligenza. Il resto è un ricordo che, forse, meritava di essere rimesso al posto giusto o lasciato nel dimenticatoio.
Antonio Rubino è giornalista, editore e direttore del Gruppo Puglia Press e de La Voce del Popolo. Esperto di comunicazione e organizzatore di grandi eventi, ha collaborato anche con la RAI. Leggi la biografia completa











