L’Ansi di Manduria dedica la Giornata della Memoria a Norma Cossetto.

Ogni anno, il Giorno del Ricordo richiama l’attenzione sull’eccidio delle foibe e sulle sofferenze indicibili patite dalle vittime innocenti. Anche quest’anno, l’ANSI di Manduria sceglie di dedicare la giornata a Norma Cossetto, giovane studentessa di lettere e simbolo di dignità, coraggio e amore per la terra natia. Norma nacque a Santa Domenica di Visinada, nei pressi di Pola, in un contesto storico turbolento che avrebbe misurato la tenacia di chi credeva nell’identità della sua terra. All’Università di Padova, dove stava preparando una tesi sulla storia dell’Istria guidata dal professor Concetto Marchesi, Norma lavorava con passione: comprendere il passato per custodire il presente e difendere la memoria di un popolo. Il 26 settembre 1943, mentre cercava documenti negli archivi, fu fermata con un pretesto dall’itinerario apparentemente innocuo. Arrestata nella ex caserma dei carabinieri di Visignano, fu invitata a collaborare, ma rifiutò. Dopo una prima liberazione, fu di nuovo arrestata e rinchiusa nelle carceri di Parenzo, dove subì violenze inenarrabili. Una donna che abitava nelle vicinanze raccontò di averla sentita implorare pietà, chiedere acqua e chiamare la madre, parole che ancora oggi feriscono la coscienza. Condannata a morte dal cosiddetto “tribunale del popolo”, Norma fu condotta con altri prigionieri alla foiba di Surani, dove trovò una fine atroce. Il ritrovamento del suo corpo da parte dei Vigili del Fuoco di Pola, poco tempo dopo, rimane una scena impressa nella memoria. Norma giaceva in serenità, come se stesse dormendo, ma la violenza che la colpì resta una ferita aperta nella storia. Anni dopo, su indicazione del professor Marchesi, l’Università di Padova le conferì la laurea honoris causa. Marchesi affermò che Norma era caduta per l’italianità dell’Istria e meritava quel riconoscimento purissimo. Il 9 dicembre 2005, il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi le conferì la Medaglia d’Oro al Merito Civile, definendola una luminosa testimonianza di coraggio e amor patrio. “Ricordare Norma Cossetto – si legge in una nota Ansi – significa difendere la verità, dare voce a chi non ha più voce e trasformare la memoria in responsabilità civile. Il Giorno del Ricordo, quindi, non deve ridursi a una data da annotare sul calendario, ma deve diventare coscienza viva, impegno quotidiano a custodire la memoria, a educare le nuove generazioni sul valore della libertà e della dignità”. In questo spirito, l’Associazione invita a coltivare un dialogo aperto, fondato sul rispetto della verità storica e sulla difesa dei principi democratici, affinché simili barbarie non si ripetano mai più. Gianluca Ceresio







