
Il lavoro domestico in Puglia conta 27.355 lavoratori regolarmente assunti nel 2024. Il dato emerge dal 7° rapporto annuale sul lavoro domestico curato dall’osservatorio DOMINA. La fotografia del settore mostra però una tendenza negativa, con una riduzione costante degli occupati negli ultimi tre anni. Una dinamica che incide direttamente sull’assistenza alle famiglie e sulla tenuta del sistema di cura regionale.
Un settore in calo, soprattutto tra le colf
Nel dettaglio, nel 2024 si registra una lieve prevalenza di colf, che rappresentano il 52,1% del totale dei lavoratori domestici. Il calo rispetto al 2021 risulta più marcato proprio per questa figura, con una diminuzione del 20,8%. Più contenuta, ma comunque significativa, la flessione delle badanti, che segnano -15,2% nello stesso periodo.
Il lavoro domestico in Puglia resta fortemente femminile: le donne costituiscono l’88,9% degli addetti. A differenza di altre regioni, la componente italiana è la più numerosa e rappresenta il 55,6% del totale. Seguono i lavoratori provenienti dall’Asia (21,3%) e dall’Est Europa (17,0%).
Famiglie datrici di lavoro e assistenza quotidiana
Secondo i dati INPS, nel 2024 in Puglia si contano 28.899 datori di lavoro domestico regolarmente registrati. Il numero evidenzia una contrazione del 18,2% rispetto al 2021. Complessivamente, tra lavoratori e datori, il settore coinvolge 56.254 persone, pari all’1,4% della popolazione regionale.
L’età media dei datori di lavoro è elevata e si attesta a 71 anni. Le donne sono in maggioranza anche in questo caso, con il 59,7% del totale. Particolarmente rilevante è la quota di grandi invalidi, che rappresenta il 17,8%. Inoltre, il 20,6% dei lavoratori domestici dichiara di convivere con il proprio datore di lavoro.
Il peso economico del lavoro domestico in Puglia
Limitandosi alla sola componente regolare, nel 2024 le famiglie pugliesi hanno speso 206 milioni di euro per il lavoro domestico. Il contributo economico del settore è stimato in 594 milioni di euro di valore aggiunto, pari allo 0,7% del PIL regionale. Un impatto che conferma il ruolo strutturale del lavoro domestico nell’economia pugliese.
Bari e Lecce al centro della distribuzione territoriale
La presenza dei lavoratori domestici è concentrata soprattutto nelle province di Bari e Lecce. Insieme, queste due aree raccolgono circa il 70% delle colf e il 60% delle badanti. In termini relativi, Lecce è la provincia con il maggior numero di colf, con 6,0 ogni 1.000 abitanti, contro una media regionale di 3,7. Bari, invece, registra il rapporto più alto di badanti, con 5,6 ogni 100 anziani.
Agevolazioni regionali e limiti delle misure attuali
La Regione Puglia prevede diversi strumenti di sostegno, come i Buoni Anziani e Disabili, i Progetti di Vita Indipendente, il Sostegno Familiare per la disabilità gravissima e il Patto di Cura 2023–2024. Si tratta di misure legate all’ISEE e alla regolarità dei rapporti di lavoro, che però non sono cumulabili tra loro.
Invecchiamento della popolazione e lavoro sommerso
Le proiezioni ISTAT indicano che entro il 2050 la popolazione con almeno 80 anni aumenterà del 66,7%, mentre i bambini tra 0 e 14 anni diminuiranno di quasi il 30%. Uno scenario che rischia di ampliare il divario tra domanda di assistenza e lavoro regolare.
Secondo DOMINA, l’elevato livello di irregolarità resta uno dei principali ostacoli allo sviluppo del settore. Per contrastare il lavoro sommerso, l’associazione propone un cash back sui contributi INPS, il trasferimento parziale e differito di una mensilità di NASpI come incentivo all’assunzione stabile e una detrazione fiscale del 10% dei costi sostenuti dalle famiglie.
Per la Puglia, rendere conveniente la regolarità non è solo una scelta di legalità, ma una condizione necessaria per garantire assistenza, tutele e sostenibilità nel lungo periodo.
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