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Maricoltura in Puglia, Coldiretti: cormorani e danni fino al 50%

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BARI – “cormorani maricoltura Puglia” è l’allarme rilanciato da Coldiretti Pesca Puglia nella nota datata 10 febbraio 2026. Secondo l’associazione, la presenza crescente dei cormorani lungo le coste e in alcune aree interne starebbe causando danni agli impianti di allevamento. Le conseguenze, si legge, inciderebbero sulla sostenibilità economica delle aziende del comparto.

Coldiretti Pesca Puglia riferisce che la predazione può generare perdite variabili dal 25% al 50% delle semine di avannotti. L’entità, secondo la nota, dipenderebbe dalla localizzazione degli impianti, dalla stagione e dalle tecniche adottate. Oltre alle perdite dirette, l’associazione segnala effetti indiretti sull’allevamento.

Tra questi vengono citati stress cronico dei pesci, rallentamento delle performance di crescita e aumento del rischio di patologie. Vengono inoltre indicati danni materiali a reti e strutture di contenimento. Tutti fattori che, secondo Coldiretti, aumentano i costi di gestione e riducono i margini.

Cormorani maricoltura Puglia: perdite e danni segnalati dagli allevamenti

Nella nota si sottolinea che ogni cormorano potrebbe consumare oltre 300 grammi di pesce al giorno, arrivando a più di 10 chilogrammi al mese. Durante l’attività predatoria, viene evidenziato, resterebbero anche pesci feriti. Questo aspetto, per l’associazione, potrebbe aumentare i rischi sanitari negli impianti.

Nel quadro “cormorani maricoltura Puglia”, Coldiretti descrive segnalazioni diffuse lungo il territorio regionale. I pescatori indicano criticità in provincia di Bari, a sud tra Mola di Bari e Torre a Mare e a nord tra Giovinazzo e Bisceglie. Vengono citate anche la costa di Taranto, la laguna di Varano e aree interne come la diga di Capaccio del Celone a Lucera.

Tra le zone menzionate compaiono inoltre la palude del Lago Salso a Manfredonia e tratti della costa salentina, fino a Gallipoli. La nota richiama un’estensione costiera complessiva molto ampia. Secondo l’associazione, la pressione sulle aziende resta elevata anche dove sono già presenti sistemi dissuasivi.

Coldiretti aggiunge che l’impatto non riguarderebbe solo specie ittiche pregiate. I cormorani, sostiene la nota, si nutrirebbero anche di specie foraggio. Questo elemento, sempre secondo l’organizzazione, potrebbe aggravare il bilancio complessivo sull’ecosistema e sulla filiera.

Cormorani maricoltura Puglia: la richiesta di indennizzi e il tavolo tecnico

Coldiretti Pesca Puglia riferisce di avere formalmente richiesto un intervento alla Regione. I destinatari indicati nella nota sono l’assessore regionale all’Agricoltura Francesco Paolicelli e il dirigente della Sezione competente Domenico Campanile. L’associazione chiede l’attivazione di misure di indennizzo o compensazione economica per le imprese danneggiate.

Un punto centrale riguarda il riconoscimento delle predazioni come causa di perdita produttiva. L’obiettivo, secondo quanto riportato, è rendere tali perdite ammissibili anche nell’ambito di strumenti finanziari regionali, nazionali o comunitari. Nello stesso documento viene proposto un tavolo tecnico con le rappresentanze del settore.

Il tavolo dovrebbe individuare soluzioni strutturali e gestionali di mitigazione del fenomeno. Le misure, viene precisato, dovrebbero essere compatibili con la normativa ambientale e la tutela della biodiversità. Per Coldiretti, l’emergenza “cormorani maricoltura Puglia” richiede risposte rapide, ma anche regole chiare.

Coldiretti conclude dichiarando disponibilità a fornire dati tecnici, stime delle perdite e segnalazioni puntuali degli impianti coinvolti. L’obiettivo dichiarato è sostenere un intervento mirato. Al momento, la nota non riporta tempi o strumenti già deliberati dalla Regione.

Redazione Pugliapress

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