RODOLFO CIMENTI: “IL CALCIO DI OGGI È UNA COMICA. NOI ERAVAMO GENTE VERA”

di GUGLIELMO DE FEIS
Venerdì 20 compirà 76 anni. Ha vissuto cinque stagioni in rossoblù – di cui quattro consecutive – tra il 1976 e il 1982. Trevigiano di Roncade, Rodolfo Cimenti è ancora oggi un vispo giovanotto che parla volentieri di quei tempi, pur non amando affatto il calcio attuale.
«Oggi seguo tutto con distacco. Vedo solo tanto folklore mischiato a reality show: mi sembra una comica in pieno stato. Non ho rimpianti, questo è un calcio basato su assurdità totalmente fuori dalla logica. I miei tempi erano veri e meritocratici: i tifosi rispettavano il nostro lavoro e noi rispettavamo loro. E poi… vedere questa splendida città in Eccellenza è come andare a Roma senza vedere il Papa».
Una battuta che mescola sacro e profano con perfetta ironia.
«Ma di cosa ci meravigliamo? Sono stato undici anni in Puglia – quattro a Foggia e uno a Brindisi – e vedere anche rossoneri e biancazzurri in certe categorie (i dauni in C) fa molta amarezza. Queste sono piazze da Serie A, con pubblici stupendi e blasone. Ho avuto modo sia da voi che in Capitanata di giocare al fianco di Peppino Pavone, persona eccezionale come poche, oltre a Selvaggi, Gori, Fanti, Jacomuzzi, i poveri Iacovone, Giovannone, Panizza, Petrovic e Buso. Noi eravamo gente che dava tutto in campo e non mollava mai. E poi non potevamo nemmeno dire mezza parola agli arbitri: subito ammoniti o espulsi! Oggi invece con niente si urla, si inveisce e si arriva a comportamenti assurdi verso i direttori di gara. Allora era impensabile».
Scorrendo gli almanacchi, ai suoi tempi si contavano due o tre espulsi a campionato. Oggi le squadre ne totalizzano venti e più.
«È tutto figlio della nevrastenia perpetua e delle tensioni continue che hanno rovinato tutto. E poi si gioca troppo, non c’è più spazio per riposare. Capisco Antonio Conte quando ha avuto certi sfoghi sulle assurdità attuali. Perché mi sono estraniato da oltre quindici anni da questo mondo? Non credo ci sia altro da aggiungere».
Gli ingaggi odierni consentono di mantenere anche cinque generazioni, come ricordava Giancarlo De Sisti.
«Assolutamente sì, e non servono ulteriori commenti. Il Dio denaro domina tutto. E poi questi procuratori… sono la vera rovina del calcio. Comandano loro, decidono tutto, stipulano i contratti e prendono percentuali enormi. Ai miei tempi decidevano le società: aspettavi la lettera di convocazione d’estate per sapere se andavi o meno in ritiro».
Il suo ex compagno Carlo Jacomuzzi, oggi Presidente dell’Associazione Osservatori, sostiene che la politica ci metta troppo del suo.
«Pienamente d’accordo, e lo abbraccio di cuore. Persona vera e perbene, diceva sempre ciò che pensava. Ormai la politica decide pure chi deve prendere una società, come accaduto a Bari con i De Laurentiis o altrove con americani, indonesiani, cinesi, sceicchi e tra poco pure magnati del Qatar! Mi dici che addirittura nei settori giovanili ci sono dirigenti messi da questi poteri? Non aggiungo altro: siamo alla follia completa».
Di quel Taranto, quasi tutti oggi sono fuori dal giro.
«Quando smettevi di giocare non potevi certo vivere di rendita. Dovevi pensare a una nuova attività professionale, e così molti hanno fatto. Ma ciò che rimpiango davvero sono i lunedì: andavamo quasi tutti in gita con le famiglie. Erano tempi ruspanti e passionali. Oggi una cosa del genere è impensabile: si arriva allo stadio con cuffie, telefonini, iPhone… un clima di totale asocialità che non trovo normale».
In conclusione: secondo lei il calcio tornerà mai a essere soltanto un gioco?
«Ho seri dubbi, purtroppo. E questo fa rabbia, ma ci sono troppi interessi e a nessuno conviene cambiare. Amen. Oggi vivo da pensionato sereno, non mi preoccupo di nulla. Mi godo la famiglia e i nipotini, sto bene così».

Giornalista pubblicista. Collaboratore, a vario titolo, di altre redazioni sportive di giornali, radio e televisioni nazionali. Esperto di attività Audiovisive, fotografiche e cinematografiche (diploma don Orione di Roma 1985). Presentatore televisivo e radiofonico per varie emittenti locali e di eventi anche a carattere nazionale. Scrittore. E’ in uscita il suo terzo libro. Esperienza nelle attività di pubbliche relazione in ambito militare.



