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Zone umide in Puglia, l’allarme di Coldiretti: acqua e biodiversità da difendere subito

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Le zone umide in Puglia non sono solo un patrimonio naturale. Sono un presidio che regola l’acqua, attenua gli eccessi climatici e sostiene la fertilità dei suoli. Per questo Coldiretti Puglia, in occasione della Giornata Mondiale delle Zone Umide del 2 febbraio, richiama l’attenzione su lagune, paludi, saline e bacini naturali. Si tratta di ecosistemi cruciali per la biodiversità. Inoltre rappresentano una difesa concreta in una fase segnata da siccità più lunghe e piogge violente concentrate in poche ore.

Dalle lagune costiere del Gargano alle zone umide del Salento, il patrimonio regionale è ampio e fragile. Comprende anche saline, paludi retrodunali e bacini naturali. Qui convivono uccelli migratori, anfibi, pesci e insetti impollinatori. La vegetazione palustre, infatti, è ricca e specializzata. Ci sono canneti, giunchi, tamerici e piante alofile adattate alla salinità. Non è solo bellezza paesaggistica. È, piuttosto, equilibrio ecologico. E di conseguenza è anche una risorsa economica legata alla qualità del territorio.

Zone umide in Puglia: il ruolo contro siccità e allagamenti

Le aree umide ospitano specie protette e offrono aree di sosta all’avifauna lungo le rotte migratorie tra Europa e Africa. Inoltre favoriscono la presenza di insetti utili ai campi. Tuttavia la loro funzione non si ferma alla biodiversità. Le zone umide regolano i flussi d’acqua e riducono gli squilibri. Per esempio contrastano l’erosione costiera. Allo stesso tempo limitano gli effetti della siccità. E, quindi, aiutano anche a contenere il rischio di allagamenti.

Coldiretti Puglia sottolinea che la tutela della biodiversità passa anche dal lavoro quotidiano in campagna. In regione risultano 139 specie vegetali e 9 specie animali a rischio estinzione, registrate come “biodiverse”. A questo proposito Coldiretti richiama il ruolo di agricoltori e allevatori custodi, legati a produzioni definite di “cibo eroico”. In altre parole, la protezione degli ecosistemi e quella delle filiere locali possono procedere insieme.

Aree protette e custodi del territorio: i numeri della Puglia

Il tema si lega anche alle aree naturali protette. In Puglia sono oltre 245mila gli ettari tutelati. La quota più ampia è rappresentata dai parchi nazionali, in particolare Gargano e Alta Murgia. Seguono le aree naturali e le riserve naturali marine. Inoltre, secondo Coldiretti, le province con la percentuale più alta di territorio soggetto a protezione sono Foggia e Bari. Nei luoghi protetti la varietà vegetale comprende 2.500 specie.

Difendere le zone umide significa difendere l’agricoltura pugliese, ribadisce Coldiretti. Dove c’è biodiversità c’è un suolo più fertile. Di conseguenza aumenta l’equilibrio naturale e cresce la qualità delle produzioni. Se questi ecosistemi si indeboliscono, però, ne risente l’intero territorio. L’effetto non resta confinato nelle campagne. Arriva anche nelle città, perché aumenta la fragilità complessiva.

Per questo Coldiretti richiama l’urgenza di contrastare consumo di suolo, inquinamento e abbandono del territorio. Chiede, invece, una gestione attiva e sostenibile delle aree naturali e rurali. Gli agricoltori, in questa visione, sono i primi custodi dell’ambiente. Con pratiche responsabili possono contribuire alla tutela degli habitat, alla salvaguardia delle specie selvatiche e alla manutenzione del paesaggio.

La Giornata Mondiale delle Zone Umide diventa così un’occasione per ribadire che ambiente e agricoltura non sono mondi contrapposti. Al contrario possono essere alleati. Investire nella biodiversità vegetale e animale rafforza la resilienza della Puglia e, quindi, offre prospettive alle nuove generazioni. Coldiretti Puglia invita istituzioni e cittadini a sostenere politiche di protezione delle aree umide. Inoltre invita a scegliere produzioni agricole locali, frutto di un territorio vivo e ricco di biodiversità.

Redazione Pugliapress

PugliaPress Quotidiano cartaceo e online dal 7 dicembre del 2000 redazione@pugliapress.it direttore@pugliapress.it

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