Latte in Puglia, Coldiretti denuncia speculazioni: chiesto subito il Tavolo regionale dopo 209 stalle chiuse
La filiera del latte in Puglia è sotto pressione e rischia di perdere altri pezzi. Prezzi alla stalla troppo bassi, costi di produzione in aumento e aziende sempre più fragili stanno colpendo soprattutto le realtà piccole e medie. È questo lo scenario portato da Coldiretti Puglia all’attenzione dell’assessore regionale all’Agricoltura, Francesco Paolicelli, durante un incontro in cui l’Organizzazione ha chiesto la convocazione urgente del Tavolo Latte regionale.
Prezzo Nord e costi Sud: “Non può diventare un alibi”
Al centro della denuncia c’è il riferimento definito al tavolo lattiero-caseario convocato dal Ministero dell’Agricoltura nel dicembre 2025: un prezzo indicativo del latte alla stalla intorno a 0,54 euro al litro al Nord, assunto come base per le contrattazioni nelle altre aree del Paese. Secondo Coldiretti Puglia, quel valore non può trasformarsi in un parametro automatico, né in un pretesto per ignorare le differenze territoriali.
In Puglia, sostiene l’Organizzazione, i costi di produzione sono più alti per struttura aziendale, manodopera e alimentazione degli animali. Per garantire la sostenibilità delle aziende, il prezzo necessario dovrebbe attestarsi attorno a 0,58–0,59 euro al litro. La richiesta è chiara: il prezzo alla stalla non deve scendere sotto i costi reali, altrimenti l’allevamento non regge.
209 stalle chiuse in meno di cinque anni
I numeri raccontano l’urgenza. Dal 2020 al 30 giugno 2025 in Puglia hanno chiuso 209 stalle di bovini da latte. Un dato che Coldiretti collega all’aumento dei costi di gestione e produzione, a politiche europee ritenute inefficaci, ai prezzi non remunerativi riconosciuti agli allevatori e anche alla pressione degli animali selvatici.
Nella distanza tra quanto vale il latte alla produzione e quanto viene pagato al consumo, sottolinea Coldiretti, esistono margini da recuperare per garantire reddito agli allevatori e qualità per i consumatori. Il punto è evitare che la crisi si scarichi sempre sull’anello più debole della filiera.
Cavallo: “Serve un patto di filiera con contratti trasparenti”
“Le aziende zootecniche non possono più lavorare con margini minimi inesistenti, o addirittura sotto i costi di produzione”, ha dichiarato Alfonso Cavallo, presidente di Coldiretti Puglia. La proposta è quella di un patto di filiera che metta al centro contratti trasparenti, prezzi remunerativi e tutele effettive per gli allevatori. “Non possiamo più accettare alibi o speculazioni sul prezzo Nord che penalizzano chi lavora ogni giorno per produrre latte di qualità”, ha aggiunto, ribadendo la disponibilità a collaborare con la Regione per affrontare l’emergenza e difendere il Made in Italy.
Sulla stessa linea Pietro Piccioni, direttore di Coldiretti Puglia, che ha parlato di un rischio concreto per la continuità produttiva: senza una remunerazione equa, viene meno la tenuta di attività fondamentali. Da qui l’appello a rafforzare la filiera, assicurare contratti stabili e trasparenti e contrastare pratiche sleali che riducono la competitività delle aziende locali.
La Regione: mandato per convocare il Tavolo Latte
Durante l’incontro, l’assessore Paolicelli ha confermato che la Regione ha già dato mandato al dirigente competente per convocare il tavolo del latte, con l’obiettivo di sostenere gli allevatori pugliesi. Tra gli impegni indicati: monitoraggio e mediazione lungo la filiera, strumenti di sostegno economico dedicati, tavoli istituzionali permanenti con il coinvolgimento anche di Confindustria per coordinare le azioni anti-crisi, e supporto operativo sulle procedure burocratiche e digitali che incidono su produzione e vendita.
La Regione si è inoltre detta intenzionata a promuovere politiche coerenti con i livelli nazionale e comunitario, come l’etichettatura di origine obbligatoria, per tutelare produttori e consumatori.
Cosa cambia per chi produce e per chi compra
La richiesta di un Tavolo Latte regionale nasce da una constatazione: senza interventi rapidi, il rischio è un’ulteriore riduzione delle stalle e una perdita di presidio produttivo sul territorio. Per gli allevatori, la partita riguarda la sopravvivenza economica. Per i consumatori, riguarda la trasparenza della filiera e la possibilità di continuare ad avere un latte legato a produzioni locali, con standard di qualità e tracciabilità.
Coldiretti Puglia conferma l’impegno a fianco degli allevatori, nelle sedi istituzionali e sul territorio, per difendere reddito, occupazione e sostenibilità delle stalle, chiedendo regole chiare e contrasto alle pratiche sleali che comprimono i margini delle imprese pugliesi.
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