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Brindisi firma il protocollo contro il caporalato: più controlli e tutele per i lavoratori agricoli

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A Brindisi è stato firmato il protocollo contro il caporalato e lo sfruttamento lavorativo. La firma è avvenuta lunedì 26 gennaio, nella sede della Prefettura. L’obiettivo è rafforzare la prevenzione sul territorio. E far emergere il lavoro regolare.

Chi ha firmato il protocollo contro il caporalato

Alla sottoscrizione erano presenti il Prefetto Guido Aprea, il Presidente della Regione Puglia Antonio Decaro e il Procuratore della Repubblica Antonio Negro. Tra i firmatari c’era anche CIA Agricoltori Italiani. Hanno partecipato Giannicola D’Amico, vicepresidente vicario di CIA Puglia, e Vito Rubino, direttore dell’area Due Mari Taranto-Brindisi. Entrambi hanno ribadito la volontà di promuovere un’agricoltura sana. E rispettosa delle regole.

Cosa prevede il protocollo a Brindisi

Il protocollo contro il caporalato mira a rafforzare la rete di sorveglianza. Punta anche a favorire l’emersione del lavoro regolare. Prevede tutele più efficaci per le vittime. E indica soluzioni concrete per un’accoglienza dignitosa dei lavoratori. In questo quadro, si guarda anche alle risorse del Pnrr.

Carta dei Diritti e Camper del Lavoro

Con il protocollo nasce una “Carta dei Diritti” multilingue. Sono previste anche unità mobili, i Camper del Lavoro. Dovranno portare supporto legale, sanitario e logistico direttamente sul campo. L’idea è avvicinare i servizi a chi lavora. E ridurre l’isolamento dei lavoratori più esposti.

Trasporti dedicati e controlli coordinati

Il protocollo prevede un progetto pilota per trasporti dedicati. L’obiettivo è sottrarre i lavoratori alle tratte illegali. E limitare i passaggi gestiti da reti irregolari.
Sono previsti anche controlli pianificati e più mirati. Verrà istituita una cabina di regia. Servirà a coordinare ispezioni e verifiche. L’intento è colpire l’illegalità. Senza penalizzare la continuità produttiva delle aziende in regola.

L’impegno di CIA Due Mari

«Con la sottoscrizione di questo protocollo – hanno riferito D’Amico e Rubino – CIA Due Mari conferma la sua ferma volontà di collaborare con le istituzioni e le forze sociali per contrastare ogni forma di illegalità». «Per noi – hanno concluso – difendere il valore del lavoro agricolo significa, innanzitutto, garantire legalità e sicurezza».

Cosa cambia per lavoratori e imprese

Per i lavoratori, il protocollo contro il caporalato significa più presidi e più assistenza sul territorio. Significa anche canali di tutela più vicini ai luoghi di lavoro.
Per le imprese oneste, significa controlli che puntano a distinguere chi rispetta le regole da chi sfrutta. E a proteggere la concorrenza leale.

Redazione Pugliapress

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