Migranti invisibili in Capitanata: Coldiretti Foggia chiede vita e lavoro dignitosi
I migranti invisibili nelle campagne pugliesi non sono un tema marginale. Per Coldiretti Puglia sono una risorsa strutturale per l’economia. Sono anche una componente indispensabile per difendere i primati del Made in Italy. L’organizzazione interviene dopo la morte di un cittadino gambiano, regolare in Italia. Lo hanno ritrovato a Torretta Antonacci, l’ex “gran ghetto” nelle campagne di San Severo.
Coldiretti Puglia chiede di sottrarre i lavoratori a una condizione di invisibilità. Il punto, spiega, riguarda la dignità. Riguarda anche la tenuta del sistema agricolo. L’invisibilità aumenta le fragilità. E rende più facile lo sfruttamento.
Migranti invisibili, perché il tema pesa sull’agricoltura
Il comparto agricolo pugliese si regge anche sul lavoro stagionale. La presenza straniera è ormai stabile. In Puglia, su circa 152mila operai agricoli stagionali, circa 43mila sono lavoratori stranieri. È il 28% del totale. La quota cambia da provincia a provincia. Lecce si ferma al 17%. Bari arriva al 25%. A Foggia il dato supera nettamente la media provinciale.
Coldiretti aggiunge un altro elemento. Quasi l’88% dei braccianti extracomunitari svolge lavoro stagionale. E rappresenta circa il 10% dei dipendenti regolarmente impiegati in agricoltura. Molti lavoratori collaborano da anni con le aziende italiane. Ogni stagione attraversano i confini. Poi rientrano nei Paesi d’origine.
Migranti invisibili, i servizi avviati da Coldiretti Foggia
Coldiretti Foggia indica percorsi concreti già avviati. Offre servizi alla persona e assistenza fiscale. Garantisce il trasporto verso i luoghi di lavoro. Fornisce consulenza sulle buste paga. Sostiene campagne vaccinali. Attiva anche supporto sanitario e sociale. L’obiettivo è ridurre l’isolamento. E rendere più trasparente il rapporto tra imprese e lavoratori.
“Si tratta di un modello di sviluppo agricolo che offre grandi opportunità occupazionali. Ma deve fondarsi su legalità, regole certe e trasparenza”, sottolinea Mario de Matteo, presidente di Coldiretti Foggia. Per l’organizzazione serve mettere le aziende nelle condizioni giuste. Così possono valorizzare davvero il contributo dei lavoratori. E possono superare il problema dei migranti invisibili.
Assunzioni, Coldiretti: burocrazia da semplificare
Coldiretti chiede anche procedure più semplici per le assunzioni. Il nodo diventa urgente nei periodi di raccolta. In quelle settimane la domanda di manodopera cresce. La burocrazia, denuncia l’organizzazione, pesa sulle imprese. Pesa anche sui lavoratori. E complica i percorsi di regolarità.
Coldiretti Puglia insiste su un punto finale. Rendere visibili i migranti invisibili non è solo una scelta sociale. È una condizione per il futuro dell’agricoltura. Ed è un passaggio decisivo per la tutela del Made in Italy.
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