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Cun unica del grano duro, Coldiretti: prezzi più trasparenti contro i trafficanti di cereali

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La Cun unica del grano duro è partita. Coldiretti parla di un passaggio decisivo per rendere più trasparente il mercato. L’obiettivo è fermare le manovre dei trafficanti di cereali e proteggere agricoltori e consumatori.

Il via arriva dopo la manifestazione di 8.000 cerealicoltori a Bari. La mobilitazione ha portato in piazza oltre ventimila agricoltori in tutta Italia. Coldiretti chiede regole chiare e prezzi che non scendano sotto i costi.

Cun unica del grano duro: cosa cambia per il mercato

La Cun unica del grano duro dovrà indicare un prezzo di riferimento per il grano duro nazionale. Dovrà anche registrare le tendenze del mercato. Per Coldiretti, questo strumento può limitare i crolli periodici delle quotazioni.

Secondo l’organizzazione, questi crolli si ripetono anche per l’arrivo di prodotto dall’estero. Incidono pure le dinamiche delle borse merci. In questo contesto molte aziende restano esposte e senza tutele.

Il rischio per 140 mila aziende e per il “granaio d’Italia”

Coldiretti segnala un pericolo concreto: la crisi può colpire quasi 140.000 aziende. Molte si trovano nelle aree interne. Spesso non hanno alternative produttive. Per questo, il Sud Italia rischia di più.

In Italia la superficie coltivata a grano duro arriva a quasi 1,2 milioni di ettari. Per Coldiretti, la tenuta di queste coltivazioni riguarda l’intera filiera.

Costi Ismea e prezzi in calo: i numeri

Ismea indica i costi medi di produzione. Un quintale di grano duro costa 31,8 euro al Sud. Al Centro-Nord costa 30,3 euro. Coldiretti chiede di usare questi dati come riferimento.

L’organizzazione segnala anche un calo delle quotazioni negli ultimi quattro anni. La riduzione va, secondo Coldiretti, tra il 35% e il 40%. In molte situazioni i ricavi non coprono più le spese. Questo mette a rischio le semine future.

Coldiretti Puglia: “Difendiamo la filiera della pasta italiana”

“Non si tratta solo di difendere il reddito degli agricoltori, ma di salvaguardare l’intera filiera della pasta italiana”, afferma Alfonso Cavallo, presidente di Coldiretti Puglia. Cavallo richiama il valore del grano 100% nazionale. Chiede anche di evitare un’invasione di grano estero a basso costo. Per lui, la qualità e la salute dei consumatori contano quanto il prezzo.

Prezzi sotto costo e pratiche sleali: il richiamo alla norma

“Le quotazioni di grano al di sotto dei costi di produzione rappresentano una chiara violazione della normativa sulle pratiche sleali”, denuncia Pietro Piccioni, direttore di Coldiretti Puglia. Piccioni cita il D.lgs. 198/2021, che attua la Direttiva UE 2019/633.

Secondo Piccioni, oggi pesano costi più alti. Aumentano gasolio, fertilizzanti, energia e manodopera. In questo quadro, Coldiretti giudica inaccettabili prezzi che ignorano i dati reali.

I prossimi passi: Cun più forte e contratti di filiera

Coldiretti ora punta a rafforzare la Cun unica del grano duro. Vuole anche evitare manovre che ne blocchino il funzionamento. L’organizzazione indica nei contratti di filiera lo strumento più efficace. Servono, dice, per garantire un giusto prezzo e dare prospettive di lungo periodo.

Coldiretti chiede anche investimenti in innovazione ambientale e tecnologica. Vuole più attenzione alla gestione dei dati. Dopo la mobilitazione, il Governo ha assunto l’impegno di destinare 40 milioni di euro in questa direzione.

Per il lettore, la partita si gioca qui: prezzi più chiari e tutele più forti. In gioco c’è il grano duro nazionale e tutta la filiera della pasta italiana.

Redazione Pugliapress

PugliaPress Quotidiano cartaceo e online dal 7 dicembre del 2000 redazione@pugliapress.it direttore@pugliapress.it

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